Come vivono tutto questo il cardinale Becciu e la sua famiglia? (terza parte)

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La condotta del card. Becciu è limpida e cristallina, in perfetta sintonia con il Vangelo e in piena fedeltà al Papa, prima come dopo la sua destituzione: «Un’esperienza magnifica: vedere il Santo Padre con coraggio diffondere la Parola di Dio. Il mio servizio è stato solo questo: di aiutarlo in questo». E quando s'è scatenata la burrasca: «L’ho presa come un figlio che si vede non capito dal proprio padre e viene mandato via dalla propria casa ma che non perde la speranza che il padre prima o poi capisca che ci sono state delle accuse false e che lo riabbracci». Cosa doveva pensare Gesù, quando era appeso alla croce e si sentiva abbandonato perfino dal Padre? Certamente nessuno ha amato piu di Lui.


  1. BulletMorte del Papa: le parole del card. Becciu, in «Voce del Logudoro», 27 aprile 2025.

  2. BulletGianfranco Pala, Uno spiraglio di luce, dopo tanto buio, in «Voce del Logudoro», 27 aprile 2025.

  3. BulletÈ cambiato il vento? (notizia sul Conclave), in «Rainews», 28 aprile 2025.

  4. BulletNico Spuntoni, Conclave, colpo di scena: il cardinale Angelo Becciu ha rinunciato, in «Il Tempo», 28 aprile 2025. L'unica ambizione di Becciu – oltre al bene della Chiesa – è raggiungere la verità. E proprio ora sta emergendo il marcio che ha portato alla persecuzione.

  5. BulletMarika Aiello, Caso Becciu, il cardinale pronto a un passo indietro: «Per l'unità della Chiesa», in «Il Sud 24», 28 aprile 2025. «... il conclave comincerebbe in salita perché all’interno del collegio cardinalizio restano comunque diversi esponenti che ritengono questo epilogo ingiusto. Becciu, fino a qualche giorno fa sicuro di essere ammesso tra gli elettori, puntava sul fatto che Papa Francesco, invitandolo agli ultimi concistori, il momento più alto della vita della Chiesa, di fatto lo avesse riabilitato. In ogni caso, l’altro punto sul quale si faceva forza da un punto di vista del diritto canonico, era il fatto che Papa Francesco non avesse mai scritto, nero su bianco, che Becciu non doveva entrare in conclave». Con che coscienza i cardinali...

  6. BulletGiovanni Angelo Becciu, Dichiarazione di rinuncia a partecipare al Conclave, 29 aprile 2025.

  7. BulletA.G., Una lettera al cardinale Becciu. "Perdonaci Eminenza, la Sua palese innocenza dichiara la nostra imperdonabile condanna!", in «Faro di Roma», 29 aprile 2025. SE AVETE UN'ANIMA, VI PREGO, LEGGETE BENE OGNI SINGOLA PAROLA. Questa è una vergognosa sconfitta per l'umanità, oltre che per la Chiesa. Vergogna, magistrati corrotti! Vergogna, giornalisti servili e sputafango! Vergogna, preti e vescovi e cardinali don Abbondio! Vergogna, cattolici da sagrestia! Vergogna, comici da strapazzo! Vergogna, Giuda, Caifa e Pilato! Vergogna, umanità urlante senza cuore e senza ragione! Vergogna, tutti i vigliacchi e gli ignavi che hanno taciuto e si sono voltati dall'altra parte!

  8. BulletNico Spuntoni, Caso Becciu, il fulmine sul Conclave. I cardinali: "E se toccasse a noi...", in «Il Tempo», 30 aprile 2025.

  9. BulletGiorgio Meletti e Federica Tourn, La versione di Becciu: "Ecco cosa mi disse il Papa nel nostro colloquio", in «City & City», 30 aprile 2025.

  10. BulletNico Spuntoni, Angelo Becciu, il tributo dei cardinali nel pre-Conclave: "Ha a cuore il bene della Chiesa", in «Il Tempo», 30 aprile 2025.

  11. BulletFranca Giansoldati, Becciu: «Obbedisco a Francesco», scelta per non spaccare il Conclave e la promessa (mancata) del Papa, in «Il Messaggero», 30 aprile 2025. «I documenti in questione (che non sono indirizzati al Collegio Cardinalizio e nemmeno notificati all'interessato secondo la prassi canonica) a detta di una folta schiera di canonisti rappresentano solo le volontà del pontefice ma non hanno in sé valore legale. Tanto però a Becciu è bastato. Ha visto che in gioco c'era la volontà del Papa. Lo stesso Papa che ha sempre servito lealmente e nel quale ha sempre creduto, fino all'ultimo, sperando in una sua riabilitazione completa. (...) Il fatto è che poco tempo prima del ricovero ospedaliero il Pontefice ebbe una conversazione riservata con Becciu dalla quale ebbe rassicurazioni sulla sua riabilitazione. Doveva essere una cosa prossima, bisognava solo trovare il modo. E Becciu ci sperava, ne era convinto, ha sempre gridato la sua innocenza e per lui sarebbe stato un risarcimento personale dopo quello che aveva subito. L'ha sempre chiamata la mia Via Crucis. (...) A Becciu deve essere crollato il mondo addosso, lui che la Chiesa l'ha sempre voluta unita, non poteva essere l'oggetto di altre spaccature e da uomo delle istituzioni si è inginocchiato alla volontà del Papa nonostante le promesse che gli aveva fatto. E così è stato. «Penso che la sua sia stata una nobile decisione, molto responsabile. Credo che si debba dargli atto che ha messo al di sopra della sua situazione il bene della Chiesa. Era una situazione difficilissima. Chapeau» commentava ieri il cardinale Fernando Filoni uscendo a passi veloci dal Vaticano. (...) Nel frattempo continuano ad uscire rivelazioni inedite sulla vicenda al punto da far ipotizzare quasi un complotto ai danni del cardinale. Documenti esclusivi, registrazioni audio, prima sul Domani e poi sulle Iene. E la domanda che la gente si chiede è se Papa Francesco nei suoi ultimi anni di vita potrebbe essere stato vittima di un inganno? E se potrebbe esserci davvero stato un complotto per far fuori uno dei cardinali più influenti per l'elezione del nuovo Papa? Sono i retroscena di presunte manovre sotterranee che avrebbero alterato addirittura il processo contro Becciu, costruendo un impianto accusatorio studiato a tavolino. Il diretto interessato non ha dubbi di sorta: «Queste chat confermano la mia convinzione che c'era gente che aveva cercato di indurre il Papa contro di me, che aveva cercato di ingannare il Papa».

  12. BulletVik van Brantegem, Coraggio Eminenza!, in «Korazym», 30 aprile 2025. Una cospirazione durata più di cinque anni per impedire a Becciu di entrare in Conclave. Lo dicono loro... «EH LO SO, E CHE COSA POSSIAMO FARE? POSSIAMO UCCIDERLO (BECCIU, NDR)?». Ma... «possiamo affermare con fede che il Signore premierà il suo servitore umile, leale e fedele Angelo Becciu, perché la sua fede lo ha salvato». La Chiesa però, indegna esattamente come il mondo, ha urlato "crucifige" e se n'è lavata le mani, sacrificando un capro espiatorio innocente, senza pietà. Nessuno di coloro che ricoprono ruoli di responsabilità è uscito dalla turba. Codardi e ipocriti! Profonda vergogna. Inutilmente  è morto Gesù Cristo? Anche in tedesco.

  13. BulletDon Corrado Melis, Caso Becciu, la lettera del vescovo di Ozieri: «Solidarietà, vicinanza e rinnovata amicizia», in «L'Unione Sarda», 30 aprile 2025. «... riconosco nel mio cuore un sentimento di stima e apprezzamento per la postura saggia, sobria e pacata di don Angelino anche nel gesto ufficiale di rinuncia al dovere di partecipare al Conclave per eleggere il nuovo pontefice. In questo clima così accanito che vorrebbe definire i confini degli avversari, inquadrare gli schieramenti e anche le regole di un braccio di ferro tra “pro e contro Bergoglio”, emerge infatti l’incrollabile certezza dell’affetto che il cardinal Becciu nutriva per la persona di papa Francesco. Personalmente sono sconcertato proprio per la distanza e la dissonanza tra il vociare eguagliato dei media sull’affaire Becciu e la semplicità e autenticità dello stesso Cardinale. Ancora una volta il popolo della rete ha bisogno di panem et circenses per fare da spettatore allo spettacolo delle divisioni all’interno della Chiesa. Ma, ancora una volta, lo Spirito Santo saprà sorprendere e lavorare anche con le sporcizie e macchinazioni umane. Riguardo poi alla reazione del Cardinale, mi piace proprio e raccolgo con grande stima la testimonianza di mitezza evangelica che percepisco dalla sua persona. In perfetta coerenza con il suo stile, che noi suoi amici e fratelli di ministero sappiamo essere plasmato dalla spiritualità del crocifisso abbandonato e risorto, ha fatto della mitezza un’arte da affinare sempre meglio al crogiuolo delle costanti tempeste che da quasi 5 anni aggrediscono la sua storia. . Il mite è un grande collaboratore dello Spirito Santo perché deve affrontare con creatività la sfida di restare sereno e amabile senza mai rinunciare ad affermare con decisione la verità. Una persona mite guadagna infinitamente in credibilità, affidabilità e stima. Forse anche per questo, al fronte di tante maldicenze immotivate, gratuite e sciocche che circolano sui social (leggi: dietro lo scudo di uno schermo) si fanno sempre più strada gli appassionati della verità lenta, pacifica, complicata e faticosa, disposti a rinunciare alla legge del più forte, del “chi grida di più”, del “chi infanga di più" e mettersi in silenzio e in preghiera per far avvicinare sempre più la giustizia alla verità.» DAVVERO COMMOVENTI QUESTE PAROLE DI DON CORRADO MELIS, VESCOVO DI OZIERI, PURE LUI VITTIMA DELLA BARBARA PERSECUZIONE, SOLO PERCHÉ HA OSATO DIFENDERE DON ANGELINO.

  14. BulletStefano Feltri, La versione di Becciu: "Ecco cosa mi disse il Papa nel nostro Colloquio", in «Appunti», 30 aprile 2025.

  15. BulletAngelo Becciu, dopo la rinuncia al Conclave partecipa alle Congregazioni: «Voleva bene a Papa Francesco, solo ingordo gossip», in «Leggo», 1° maggio 2025.

  16. BulletGiorgio Meletti e Federica Tourn, La versione di Becciu/2: "Speravo che il Papa mi restituisse l'innocenza", in «Appunti di Stefano Feltri / La Scomunica», 2 maggio 2025.

  17. BulletSolarino Antonino, Ancora sul card. Becciu, in «Facebook», 3 maggio 2025. «Le idee valgono anche per il prezzo che si è disponibili a pagare per esse.»

  18. BulletRoberta Minchillo, La "rinuncia" del cardinale Becciu al Conclave. Il porporato resta fedele alla Chiesa e al Papa, ma continua a dichiarare la sua innocenza (intervista ad Andrea Paganini), in «QuotidianoWeb», 5 maggio 2025.

  19. BulletRita Cavallaro, Parolin, c'è la sua firma sull'ultimo documento dell'affaire Sloane Avenue che ha segnato il caso Becciu, in «Il Tempo», 5 maggio 2025. Scrive Parolin, «sono favorevole alla stipulazione dei contratti». «... in calce al memorandum, che delinea l'uscita dal Fondo del palazzo (che alla fine è costato al Vaticano 40 milioni di euro e che, nei giorni scorsi, ha portato l'Alta Corte inglese a condannare la Santa Sede al risarcimento di 4 milioni di euro di spese processuali nei confronti di Raffaele Mincione, proprietario dell'immobile), c'è la nota scritta a mano da Parolin, con la quale autorizza l'operazione e la stipulazione dei contratti, che avrebbero portato all'acquisto del palazzo attraverso la società lussemburghese Gutt.Sa, di proprietà del broker Gianluigi Torzi. Una decisione che Parolin avrebbe preso, come lui stesso scrive, dopo aver sentito, la sera prima, il parere del monsignore Alberto Perlasca, il grande accusatore di Becciu, e quello di Fabrizio Tirabassi, l'uno a capo e l'altro minutante dell'Ufficio amministrativo della Segreteria di Stato. Di questa via libera formale della Santa Sede, in tutto questo scandalo non si era mai parlato. Si era sempre ritenuto che l'iniziativa fosse stata presa dai singoli, senza un avvallo formale, al punto che Becciu ha pagato un prezzo alto nel processo del secolo, finito in primo grado con la condanna del cardinale a cinque anni e sei mesi di reclusione per peculato e truffa aggravata, pur se il dibattimento ha dimostrato che il porporato non si è intascato neanche un centesimo. Questo documento, contenuto all'interno del fascicolo sul processo ma mai trapelato, si trova a pagina 97 dell’allegato denominato «All 15 Annotazione di PG Squillace con allegati», che fa parte del secondo faldone di atti depositati dall'ufficio del promotore di giustizia, Alessandro Diddi, il 20 agosto 2021. Un memorandum che mostrerebbe un'altra versione della storia di quel grande scandalo sui fondi extrabilancio dell'Obolo di San Pietro, che servivano per i poveri e invece sarebbero stati usati per fare affari. E ora queste nuove rivelazioni potrebbero riaprire la questione Becciu, che sembrava chiusa dopo le controverse lettere di Papa Francesco, che escludevano il porporato dal Conclave, e con la rinuncia del cardinale, formalizzata nei giorni scorsi.» BECCIU HA SEMPRE DETTO LA VERITÀ. ALTRI NO!

CHE PIETRO PAROLIN - QUELLO CHE ALL'ULTIMO MOMENTO TIRA FUORI DAL CILINDRO DOCUMENTI SIGLATI "F" – FOSSE UNO ABITUATO A NASCONDERE E A MANIPOLARE LA REALTÀ S'ERA CAPITO; MA FINO AL PUNTO DI FARE/LASCIARE CONDANNARE UN INNOCENTE PER SCARICARE LE COLPE SU UN CAPRO ESPIATORIO... DAVVERO È TROPPO!
  1. BulletJaime Gurpegui, El “mal menor” era cómplice: Parolin firmó la operación que arruinó al Vaticano y hundió a Becciu, in «Infovaticana», 5 maggio 2025. «La firma que lo cambia todo.»

  2. BulletGiuliano Foschini, Il Conclave visto da Becciu: "Il mio passo indietro per la serenità", in «La Repubblica», 8 maggio 2025.

  3. BulletMassimiliano Rais, cardinale Becciu: "Ho gioito con Leone XIV, fuori dal Conclave ho pregato per il nuovo pontefice", in «L'Unione Sarda», 9 maggio 2025.

  4. BulletPapa: Becciu, 'offro le mie sofferenze per il bene della Chiesa', in «Ansa», 9 maggio 2025.

  5. BulletLa gioia della Chiesa per l'elezione di Papa Leone XIV, in «Notizie», 10 maggio 2025.

  6. BulletCecilia Filas, Papa León XIV hoy, EN VIVO: la primera misa de Robert Prevost como sumo pontífice del Vaticano y la actualidad este 9 de mayo de 2025, in «Clarìn», 10 maggio 2025.

  7. BulletMassimiliano Rais, Becciu: «Ho gioito con Leone XIV, offro le mie sofferenze per il bene della Chiesa», in «L'Unione Sarda», 10 maggio 2025.

  8. BulletIrina Smirnova, Il card. Becciu si è unito alla gioia di tutti i cardinali per l'elezione di Leone XIV. Apprezzando che abbia esordito con un forte appello per la pace, in «Faro di Roma», 10 maggio 2025.

  9. BulletBecciu, il retroscena sulla fumata bianca: "Sono corso nella Sistina e...", in «Il Tempo», 10 maggio 2025.

  10. BulletBecciu: «L'ho abbracciato, è stato molto emozionante», in «Corriere della Sera», 11 maggio 2025.

  11. BulletAngelo Becciu, Abbiamo il nuovo Papa: Leone XIV!, in «Voce del Logudoro», 18 maggio 2025. «Giunto alla porta, ho provato un’emozione indescrivibile nel riconoscere l’eletto: il Cardinale Robert Presvot! Un confratello che abita nel mio stesso Palazzo e che avevo conosciuto ai tempi in cui ero Nunzio Apostolico a Cuba. Emozionato, mi sono inginocchiato davanti a lui, gli ho baciato le mani e lo ho abbracciato.»

  12. BulletFausto Gasparroni, Negoziati in Vaticano? Quando li ospitò davvero fu un successo, in «Tra Cielo e Terra», 24 maggio 2025.

  13. BulletPino Nano, Mario Nanni grande Maestro di giornalismo e di vita, in «Giornalisti Italia», 26 giugno 2025. Poi è stata la volta del cardinale Angelo Becciu, a cui Mario Nanni ha dedicato poco prima di morire forse il suo libro di inchiesta più importante “Il Caso Becciu, Ingiustizia in Vaticano”, un libro di grande coraggio e pieno di mille verità inedite, «legate ad un processo – ha sottolineato il Cardinale Becciu – che mi ha visto vittima sacrificale di una campagna mediatica denigratoria di confini e di livelli inimmaginabili. Oggi grazie anche all’inchiesta pubblica di Mario Nanni molte verità incominciano a venir fuori e presto spero di vedere fatta completa giustizia sulla mia storia di uomo e di pastore della Chiesa».

  14. BulletGiovanni Angelo Becciu, Lettera al vescovo Corrado Melis, 13 settembre 2025.

  15. BulletCardeal italiano condenado participa de aniversário de Leão XIV, in «Ansa Brasil», 15 settembre 2025.

  16. BulletI 70 anni di papa Leone: anche il cardinale Becciu al brindisi di auguri, in «L'Unione Sarda», 15 settembre 2025.

  17. BulletLuis Badilla e Robert Calvaresi, Papa Leone e due vicende dirimenti per il suo pontificato: il caso Becciu e il caso Rupnik, in «Osservazioni casuali», 85, 13-20 settembre 2025. «Questo processo imbastito contro il cardinale Becciu, in modo occulto, da prima che il Papa dell’epoca, con uno studiato colpo di scena mediatico, fece scrivere che il porporato aveva presentato la sua rinuncia (24 settembre 2020). Falso. Il cardinale sardo allora fu defenestrato per “peculato”, secondo l’accusa, e “l’ira funesta” di Papa Bergoglio. Alcuni media italiani, e un folto gruppo di giornalisti, presero parte attiva nel complotto così come altri alti prelati collaboratori del Pontefice. Dopo poco più di cinque anni, durante i quali uno dei più intelligenti, preparati e fedeli uomini di Chiesa dell’ultimo quarto di secolo è stato colpito da calunnie e menzogne, manipolazioni e discredito, senza un vero diritto alla difesa, tocca ora a Papa Leone XIV prendere la decisione finale sapendo che la scorciatoia della grazia non è utilizzabile perché lo stesso “condannato” ha già detto che non la chiederà mai. Si spera, e si augura, che il Pontefice prenda atto - e forse lo ha già fatto - che quella del cardinale Becciu è una ferita sanguinante nel corpo della Chiesa poiché la maggioranza dei cattolici ha percepito questa vicenda come frutto di manovre di potere, ambizioni papali e corruzione. Questa stessa maggioranza di fedeli ha chiara coscienza che il cardinale Becciu in quanto Sostituto della Segreteria di Stato non ha mai mosso un foglio o firmato una ricevuta senza l’autorizzazione di Papa Bergoglio, il quale con documenti insoliti, manipolazioni del Tribunale, negazioni di autorizzazioni e amicizie sospette, si è tirato fuori da momenti dove avrebbe dovuto lui, personalmente, chiarire la verità e diradare le ombre. È certo che Papa Leone sa molto bene che in questa vicenda non è in gioco il prestigio o la credibilità di Papa Francesco. Questa questione la giudicherà la storia guardando indietro la vita della Chiesa negli ultimi 20 anni. In questo caso è in gioco la credibilità della Chiesa quando parla di dignità umana, di diritto alla difesa, di presunzione d’innocenza, di sistema giudiziario, insomma di essere un luogo dove la giustizia è veramente convinta che “i diritti dell’uomo sono i diritti di Dio”, come insegnava s. Giovanni Paolo II.

  18. BulletAudiovideo presentazione di 'Quer pasticciaccio brutto del processo Becciu' di Alberto Vacca con Felice Manti, Giovanni Minoli, Giuseppe Rippa, Luigi O. Rintallo, in «Agenzia Radicale», 20 settembre 2025. UNO SCANDALO COME QUELLO DI GIUDA NEL SINEDRIO... E LA PERDITA DI CREDIBILITÀ DELLA CHIESA «Poi c'è la storia incredibile legata a coloro che hanno deciso questa condanna che non sta in piedi. Sono stato l'unico a scrivere che cinque giorni prima della condanna di mons. Becciu papa Bergoglio con un motu proprio ha deciso di dare al Presidente del Tribunale e al Promotore di giustizia la cittadinanza vaticana, con tutto quello che la cittadinanza vaticana comporta. Io ho trovato quell'accostamento volgare, perché solo l'idea che qualcuno possa avere barattato una condanna con un vitalizio fa rabbrividire. Io spero che questa verità non si dimostri mai tale, perché sarebbe un guaio se scoprissimo che come Giuda nel Sinedrio qualcuno si è venduto per la cittadinanza vaticana. Poi c'è il tema dei "rescripta", cioè delle regole processuali cambiate in corsa quattro volte, con effetti retroattivi. Questo è un tema da cui non ci si può sottrarre. È un tema che ha a fare con la certezza del diritto e con la necessità che le regole processuali non possano e non debbano essere cambiate in corsa, se non per favorire eventualmente il "reo", non certo con ipotesi di reato precostituita e prestabilita, che deve inevitabilmente essere adattata come un pezzo di puzzle "jolly" che andava bene in qualsiasi punto. E infine la questione vera, che ha a che fare con la credibilità della Chiesa. Perché dal momento in cui noi prendiamo dei giudici civili per condannare un cardinale, prendiamo una sentenza penale, la mettiamo sul tavolo a disposizione di enne tribunali che devono valutare questa condanna e poi abbiamo il Tribunale di Londra che comincia a dire: "Questa cosa non torna. Tu come hai fatto a dire questo? Ma perché hai detto questo? Perché questo personaggio è stato condannato quando questa cosa non l'ha fatta? Santa Sede, risarcisci questo soggetto!" Lì, tutto quello che s'era fatto, forse in buona fede, per provare, nel nome di un pontificato votato a una rivoluzione della storia della Chiesa, per restituire anche ai fedeli come me un'immagine della Chiesa che voleva rinnovarsi, che voleva togliere delle scorie, degli elementi di nequizia, di speculazione, di uso distorto del denaro delle elemosine... E questo discorso si fa complicando un percorso giudiziario, infilando dentro un iter giudiziario delle questioni che non hanno niente a che vedere con le cose che Becciu avrebbe fatto – e che non ha fatto! –, lì il risultato finale è una complessiva e definitiva perdita di credibilità della Chiesa. E questo è un tema che inevitabilmente ognuno di noi si deve porre, perché poi non è più in gioco soltanto il cardinale Becciu, la sua funzione, il trono e il conclave, e tutto ciò che da quel processo e da quella condanna si è generato: qui è in discussione l'intera storia, l'intera vitalità di un'istituzione sacra come la Chiesa che questo genere di operazioni spericolate ha rischiato seriamente di mettere in discussione. (...) Quei è in gioco non solo Becciu e non solo la Chiesa, ma anche il senso di giustizia che noi giornalisti liberi, per quanto possibile, dobbiamo cercare di difendere» (Felice Manti). LE SCHIFEZZE NELLA STORIA DELLA CHIESA CONTRO UN GRAMMO DI GESÙ CRISTO «Anche nei processi dell'inquisizione c'era un grammo di giustizia in più di quella che abbiamo visto nel "caso Becciu". (...) Il fatto che Diddi sia lì è una cosa che nella storia del diritto umano non s'è mai visto. Per fortuna che... schifezze potenti nella storia della Chiesa ce ne sono state tantissime, ma il Vangelo è più forte, e Gesù Cristo anche. La speranza è che qualche grammo di Vangelo e qualche grammo di Gesù Cristo emerga anche nell'appello. E la storia della Chiesa ci dimostra che è possibile» (Giovanni Minoli). LA MALAGIUSTIZIA E LA DESTRUTTURAZIONE DELLA LEGITTIMITÀ E DELLA PACE «Immaginate il trasferimento della italianizzazione sul Vaticano, dove la giustizia non ha neanche l'impianto minimo strutturale! Si affida a delle casualità, a una terribile mostruosa macchina, per cui il Capo – anche in buona fede – può decidere anche di trascinare qualunque avvenimento, non solo attraverso il racconto che abbiamo fatto dei "motu propri" e di tutte le altre situazioni che sono state completamente trascurate da un sistema informativo disgustosamente subalterno e... completamente antivaticano! Ogni qualvolta la verità viene preclusa, si contribuisce alla destrutturazione della legittimità e anche della pace collettiva» (Giuseppe Rippa). IL PRIMO RESPONSABLE DEL PASTICCIACCIO (ACCUSATORE E MAGISTRATO SUPREMO DELLO STATO) «Tutto questo pasticciaccio chi l'ha creato? Il primo è stato il Papa, perché ha firmato l'atto di denuncia contro ignoti, perché lo IOR aveva detto che nella Segreteria di Stato probabilmente era stato commesso un reato di riciclaggio di denaro. (...) Lui è accusatore! Poi cambia le regole processuali (...) cambiando le carte in tavola dopo che il processo era già iniziato: questo atto di  giustizia (dal punto di vista del Papa) sostanzialmente è stato un atto di ingiustizia contro Becciu, perché lo ha sottratto al suo giudice naturale, che era il collegio dei cardinali» (Alberto Vacca). UN CRISTIANO ONESTO E GENEROSO COLPITO DA UN SISTEMA MARCIO «Voi conoscete Striano, il famoso ufficiale della Guardia di finanza che avrebbe fatto dossieraggi (...). Ebbene, l'inizio di questo presunto dossieraggio parte proprio dal "caso Becciu", perché Striano si è occupato di alcuni personaggi ricorrenti nell'agenda di Becciu prima ancora che il "caso Becciu" venisse fuori. E questo è un elemento che non è stato sufficientemente percorso, il che ci fa pensare che questa narrazione mainstream sia stata anche creata ad arte, a tavolino, da chi avrebbe dovuto fare un altro lavoro. Perché aprire un'interrogazione come inquirente antimafia su soggetti che non avevano niente a che fare con la mafia è un fatto che non si può far passare così. Chi ha chiesto a questo signore di fare queste indagini? Queste sono tutte risposte che inevitabilmente questo processo di appello deve dare! E noi faremo il possibile, dopo esserci battuti per la verità, per continuare a dare voce a questo processo (...). Noi ci impegniamo a seguire con grande attenzione le fasi di questo processo, proprio per capire se questi sentimenti, se questo feeling, se queste good vibes, se queste sensazioni positive saranno vere oppure no. E io non escludo che nel corso di questi mesi vengano fuori altre sorprese, altre costruzioni che non faranno altro che rafforzare l'idea che Becciu è stato purtroppo il "vaso di coccio" di un gioco che c'è stato alle sue spalle, e alle spalle del Papa, che ha veramente incrinato la credibilità del Vaticano. (...) Io sono ragionevolmente convinto che alla fine la verità verrà fuori. (...) C'è anche da valutare l'impatto che Becciu ha avuto nel Conclave. Becciu ha avuto la dignità di fare un passo indietro (...) nell'interesse supremo della Chiesa. E questo dimostra ancora una volta che lui ha anteposto l'interesse della Chiesa al suo, ha messo prima il Papa e la Chiesa, davanti a sé. E solo questo dovrebbe dirci che tipo di persona è Becciu» (Felice Manti).

  19. BulletPino Nano, "Becciu non prese neanche un centesimo", forte la presa di posizione del suo collegio di difesa, in «Prima Pagina News», 14 ottobre 2025. «La sofferenza è palese ma temperata e sostenuta dalla forza dell'innocenza. Spera che al più presto si entri nel merito delle questioni per poter ottenere giustizia. Quella che attende da ormai cinque anni. La grande fede, di cui offre quotidiana dimostrazione anche a noi, lo ha certamente aiutato in questo doloroso cammino. (...) Di macchinazione ai suoi danni il Cardinale parlò fin dal primo momento. Sia quanto emerso nel processo che quanto scoperto successivamente attraverso le note chat dimostra che qualcuno ha utilizzato l'indagine per colpirlo. C'è stato chi voleva ad ogni costo che il Cardinale Becciu risultasse il capro espiatorio, a prescindere dalle concrete responsabilità che invece per essere accertate necessitano di contributi sempre genuini per non mandare fuori strada chi ha il compito di verificare. Ma oggi si è accertato che non si appropriò di alcuna somma. Neanche di un centesimo. Che cosa si sarebbe scritto sui giornali di tutto il mondo cinque anni fa se si fosse partiti da questo dato? Ci sarebbe stata una gogna della stessa portata?»

  20. BulletIl cardinale Angelo Becciu a Uri pr amministrare le cresime, in «La Nuova Sardegna», 29 novembre 2025.

  21. BulletUri, cresima per i giovani del paese alla presenza del cardinale Becciu, in «L'Unione Sarda», 29 novembre 2025.

  22. BulletI cardinali Calcagno, Becciu e Semeraro incoraggiano la Fondazione Bambino Gesù del Cairo. Continua con Leone XIV l'iniziativa voluta da Francesco, in «Faro di Roma», 12 dicembre 2025.

  23. Bullet La verità non si occulta!

  24. Bullet Giammaria Lavena, Il Cardinale Becciu a Sardegna Live "Nella povertà e nel silenzio Dio si avvicina all'uomo", in «Sardegna Live», 27 dicembre 2025. «Il Cardinale Becciu riassume il messaggio del Natale con le stesse parole pronunciate da Papa Leone: “Sono parole che riecheggiano il messaggio dato tempo fa da Benedetto XVI, una frase mi ha colpito molto: «Nella terra non c’è spazio per Dio se non c’è spazio per l’uomo; laddove c’è posto per l’uomo c’è posto per Dio». È un riepilogare del comandamento principale dato a noi cristiani: «Ama Dio e ama il prossimo tuo». Se non ami l’uomo che vedi, se non ami il fratello che vedi, come puoi dire di amare Dio? Quindi è un richiamo al nostro impegno di cristiani di tradurre in pratica l’amore verso Dio e l’amore verso il prossimo”. Quello di Becciu è un invito a “custodire l’umanità, la dignità, la fraternità, perché accogliendo l’uomo accogliamo Dio stesso”. “Avvicinandoci all’anno nuovo – prosegue – non possiamo non guardare con trepidazione agli eventi che stanno a succedere e che mettono a rischio la pace nel mondo. Dobbiamo pregare per la pace e nello stesso tempo dobbiamo dare l’esempio, preoccuparci di chi sta nella sofferenza e di chi vive giorni difficili a causa della guerra”. Un pensiero sull'attuale situazione della comunità isolana: “Mi pare che le difficoltà che continuano a permanere siano quelle economiche e sociali: la disoccupazione e la fuga dei giovani dalla Sardegna. L’auspicio è che non solo i governanti, ma anche chi ha idee imprenditoriali possa darsi da fare per aiutare a risolvere questi problemi che stanno diventando endemici. L’augurio è quindi che veramente si trovino soluzioni per questa grave crisi che attanaglia la nostra gente. C’è da soffrire: non solo le difficoltà economiche, ma anche quelle legate alla sanità; stando con la gente sento il dolore e l'amarezza per non potersi curare bene, e talvolta essere costretti ad andare fuori dalla Sardegna”.»

  25. BulletIl cardinale Becciu: 'Ora si riconosca la mia totale innocenza', in «Ansa», 18 marzo 2026.

  26. BulletIacopo Scaramuzzi, Becciu confida nel nuovo processo. "Innocente, la verità verrà a galla", in «La Repubblica», 19 marzo 2026. Perfino "Repubblica" – che fa ancora parte di quel "Gruppo Gedi" che sei anni fa montò il brutale complotto contro un uomo innocente – si sta svegliando?

  27. BulletNico Spuntoni, Becciu celebra la sua "rivincita". L'omelia sul patrono degli innocenti, in «Il Giornale», 20 marzo 2026. E mentre ancora circolano le calunnie degli scorpioni – "in cauda venenum" – Becciu fa come san Giuseppe davanti a Maria: «obbedisce alla propria coscienza e non si lascia intimorire dal giudizio altrui» (vale a dire dal fango dei mascariatori mafiosi).

  28. BulletGianfranco Pala, «Hanno teso una rete ai miei piedi, hanno scavato davanti a me una fossa, e vi sono caduti», in «Voce del Logudoro», 22 marzo 2026. «... il fallimento dei piani dei nemici, ammesso che un cristiano possa avere dei nemici, che finiscono per colpire chi li ha orchestrati. Infatti, via via che il processo andava avanti, appariva sempre più chiaramente che era stato architettato con abile astuzia, un vero complotto, come pochi se ne vedevano, tra le mura leonine, dai tempi più bui della storia della Chiesa.»

  29. BulletGood Friday's celebrates thr Passion of the Lord, in «Reuters», 3 aprile 2026. Visto, eccome! Per qualcuno il Sabato Santo dura un giorno. Per altri anni e anni, tanti giorni quanti i Sabati Santi della storia. Ma di chi sa patire e amare è la vittoria: la Pasqua arriva.

  30. BulletAntonangelo Liori (Facebook, 5 aprile 2026): «Auguri cardinale, in nome della verità. Voglio fare oggi auguri speciali al cardinale Angelo Becciu. Per un motivo essenziale. Deve essere terribile per un uomo di chiesa mantenere intatta la propria fede dopo aver scoperto che quella istituzione alla quale lui si vocò era una tana di vipere. Mi metto nei suoi panni. Ragazzino figlio di povera gente di un paesino sardo entrare in seminario pieno di entusiasmo. E percorrere una strada radiosa nella sua fede, confortato dall'affetto di quanti lo conoscevano e stimavano. Poi finire in una trappola ordita da una sorta di consorteria da romanzo di Dan Brown. Conosco gli atti alla perfezione. Sì, qualcuno ha lucrato. E dagli atti sappiamo chi è stato. Non certamente monsignor Becciu. Sì, ci sono stati molti serpenti e traditori. Ma certamente non Angelo Becciu, vittima di congiure. Ci sono stati legami sporchi fra l'intelligence italiana e le consorterie vaticane. Ma il cardinal Becciu è di Pattada, ha un'idea semplice del bene e del male. E questo lo ha tradito. Papa Francesco - visto che non si parla male dei morti - fu, diciamo così, ingenuo: pensava più alle sentenze dei giornali che a quelle divine. Ma papa Leone sembra uomo di diverso stampo, di grande calibro e qualità. Non segue l'opinione pubblica ma la fede della sua chiesa. Auguri, cardinal Becciu: questa Pasqua faccia risorgere la verità.»

  31. BulletTibhirine, martiri della fraternità: i monaci che scelsero di restare accanto all'Algeria ferita, in «Sir», 14 aprile 2026.

  32. BulletPapa Leone, 'da Francesco il Vangelo di sempre con un linguaggio nuovo', in «Ansa», 21 aprile 2026. E, mentre ormai sono emerse le prove del complotto montato contro di lui, innocente, don Angelino – uno che il Vangelo lo prende sul serio fino alle estreme conseguenze – ha concelebrato la Messa per papa Francesco, ha pregato per lui. Come sempre.

  33. BulletLa festa Bonaria, il cardinale Zuppi celebra la messa nella basilica, in «La Nuova Sardegna», 24 aprile 2026.

 

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