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Sull'Obolo di San PietroCASO_BECCIU_OBOLO.htmlCASO_BECCIU_OBOLO.htmlshapeimage_3_link_0
Sull'accusa d'aver trasferito 
del denaro in Australia 
e sull'ipotesi di complotto 
contro il card. PellCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlshapeimage_4_link_0shapeimage_4_link_1shapeimage_4_link_2shapeimage_4_link_3
Sulle accuse di aver arricchito 
se stesso o propri familiari

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Sulla vicenda Marogna 
(impropriamente chiamata "dama del cardinale")
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Sul palazzo di Londra 
in Sloane Avenue 60

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Processi e sentenze di Londra, di Roma ecc. a proposito della compravendita del palazzo 
in Sloane Avenue 60CASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlshapeimage_8_link_0shapeimage_8_link_1shapeimage_8_link_2shapeimage_8_link_3
Sulla Messa "in coena Domini" celebrata da papa Francesco 
a casa del cardinale BecciuCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlshapeimage_9_link_0shapeimage_9_link_1shapeimage_9_link_2
Sulla causa di beatificazione 
di Aldo Moro
(e sulle altre accuse di Report)
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Sul sistema giudiziario vaticano


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Come vivono tutto questo 
il cardinale Becciu 
e la sua famiglia?
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Il rinvio a giudizio
(3-26 luglio 2021)CASO_BECCIU_RINVIO.htmlCASO_BECCIU_RINVIO.htmlCASO_BECCIU_RINVIO.htmlshapeimage_13_link_0shapeimage_13_link_1
Il Conclave e papa Leone


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Sulle querele contro «L'Espresso», Perlasca, Ciferri, Chaouqui e co.CASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlshapeimage_15_link_0shapeimage_15_link_1shapeimage_15_link_2
Il puzzle della verità
(il complotto) 

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Sull'«Espresso» e co.


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Altro


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Sul "caso Becciu" in generale


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Il processo in Vaticano 


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Sulla causa di beatificazione di Aldo Moro (e sulle altre accuse di Report)

                                                                                                           >> Per la parte parte precedente clicca qui.

Anche Report, una trasmissione televisiva che sostiene di fare giornalismo d’inchiesta, ha voluto partecipare al lancio di fango e s’è prestata a diffondere le calunnie, un po’ come nella favola “Il lupo e l’agnello” di Esopo, la cui morale risulta chiara: «La favola mostra che contro chi ha deciso di fare un torto non c'è giusta difesa che valga». I lupi mannari che applicano questa logica perversa sono accomunati da tre caratteristiche: 1) selezionano le informazioni in modo prevenuto per sostenere le loro tesi faziose e, quando non le trovano, come il lupo della favola, le inventano di sana pianta; 2) la loro indiscussa carenza di argomenti li fa sposare la famosa logica dell’illogico, quella del lupo che sta a monte dell’agnello e lo accusa di sporcargli l’acqua, per intenderci; 3) la loro prepotenza è crudele e ingiustificabile.
Ma i lupi di Report – certo in un lavoretto ben commissionato – hanno fatto i conti senza l’oste, dando voce anzitutto alla figlia di Aldo Moro, Maria Fida Moro, la quale ha affermato che il cardinale Becciu le avrebbe scritto «la lettera più volgare e violenta che io abbia ricevuto», letterale. Per rincarare la dose ha aggiunto d’aver detto a papa Francesco, in un’udienza privata: «non le ho portato la lettera di questo signore per non amareggiarla». Ma che buon cuore!  «E lui mi ha guardato con aria contrita e mi ha detto: «Mi sembra che sia stato punito debitamente.» Punito debitamente? Ranucci e compagnia si sono guardati bene dal chiederle quella lettera – ciò che ogni giornalista serio avrebbe fatto – oppure, se l’hanno chiesta, si sono guardati bene dal mostrarla. Ma poi – come nella favola di Esopo – arriva la logica della forza di gravità: la lettera è stata pubblicata da «Famiglia Cristiana» e dal «Messaggero» ed è quanto di più civile e cortese si possa immaginare. Non solo: nella stessa puntata di Report Ranucci e co. hanno dato voce a un impostore, vale a dire a Nicola Giampaolo, sedicente postulatore di Santa Romana Chiesa ed esorcista (per essere postulatore non possiede i requisiti richiesti dalla norme canoniche, figurarsi per essere esorcista!), il quale ha sostenuto d’aver ricevuto nel giugno del 2018 una richiesta di tangente per far avanzare la causa di beatificazione di Moro; mandante ovviamente il prefetto della Congregazione dei Santi, il cardinale Becciu! Polverone! Fango aggiunto al fango! Già, già, solo che di lì a poco, come nella favola di Esopo, entra in gioco la logica del buon senso, che in questo caso si chiama cronologia dei fatti: come faceva il Giampaolo – noto millantatore – a rappresentare Aldo Moro nel giugno del 2018, se dall’aprile di quello stesso anno non era più il postulatore della causa? e, soprattutto, cosa c’entra Becciu con questa vicenda – già smentita da altre fonti –, se è entrato in Congregazione nel settembre del 2018? È la stessa logica di Esopo – come poteva l’agnello aver insultato il lupo, se non era ancora nato? – che smaschera la menzogna con le regole della fisica. Il vescovo di Ozieri, mons. Corrado Melis, ha poi rivelato un particolare inedito: «il buon Giorgio Mottola di Report è venuto da me per un’intervista dove io dichiaravo, documenti alla mano, la trasparenza assoluta di ogni centesimo passato dalla CEI e dalla Carità del Papa (Obolo di San Pietro) alle attività della Caritas diocesana con regolari domande e certamente l’interessamento anche (ripeto: “anche”) del Sostituto alla Segreteria di Stato mons. Becciu. Peccato che quell’intervista andasse contromano rispetto al senso di marcia che era stato assegnato (presumo dai vertici!) al servizio di Report e che la “scappatella” infedele di Mottola si sia risolta in un "il Vescovo di Ozieri conferma ciò che afferma Becciu"». Ecco servita un’altra distorsione dei fatti: i giornalisti privi di deontologia professionale procedono in modo selettivo: non cercano la verità, ma solo conferme – oltretutto taroccate – alle loro tesi; quando invece trovano smentite, allora sorvolano, ignorano, tagliano. E così la trasmissione di Ranucci, con accuse pretestuose e infondate sintomi di un vero "metodo Report", è precipitata al livello della Chaouqui, che pure aveva sgamato nella puntata dell’11 gennaio 2021! La Radiotelevisione Svizzera (RSI) da parte sua si è comportata allo stesso modo, nonostante i miei ripetuti richiami alla correttezza inoltrati al responsabile del Dipartimento Informazione Reto Ceschi: non ha cercato la verità, ma si è limitata a diffondere la versione calunniosa di pregiudicati come Massimiliano Coccia e co. Un'assoluta mancanza di professionalità, uno spettacolo indecoroso! Recentemente, viste le clamorose novità emerse che smentiscono i teoremi degli accusatori, ho chiesto per l'ennesima volta al signor Ceschi di rimediare alla cattiva informazione fornita agli utenti della RSI; la risposta è stata che l'avrebbero fatto qualora «dovessero emergere fatti nuovi», come se non ne fossero emersi a dozzine negli ultimi anni! In questo tempo viviamo: tempo da lupi. E in questo mondo, dove i lupi rapaci la fanno da padroni. Ma è giornalismo questo, che beve e fa bere le veline diffamatorie, come quelle propalate dall’"Espresso”, da “Report” ecc.? Alle vittime innocenti – agnelli o capri espiatori – non resta che rispondere punto per punto con «la forza della verità» (Fedro), confidando nel Buon Pastore e sperando che il manzoniano «buon senso» sia più forte del banale «senso comune». Nel mondo del giornalismo – anche cattolico – Becciu non lo difende nessuno: chi “sta con il Papa” non lo difende perché teme che sarebbe come affermare che Francesco ha sbagliato; chi sta contro il Papa non lo difende perché Becciu sta con Francesco più di chiunque altro; e infine ci sono i complici, coloro che, con disinformazioni e lusinghe, hanno tratto il Papa in inganno, quelli gongolano e si sfregano le mani. Ma sia ben chiaro che ogni giornalista si qualifica attraverso le proprie azioni, non con la propria popolarità: troppo facile raccogliere consensi gridando «Crucifige» e «Liberate Barabba!»! Benché facciano a gara a chi la spara più grossa, i lupi cooptati da forze oscure saranno smascherati, non appena l’alba verrà, all’impatto con la verità dei fatti.

Nell'ottobre del 2025, quattro anni e mezzo dopo aver diffuso le sue menzogne attraverso "Report", Nicola Giampaolo è stato condannato a tre anni e mezzo di reclusione per calunnia e a risarcire il card. Becciu con 15'000 euro. Le menzogne e le calunnie – come la malainformazione in genere – fanno un sacco di rumore; ma alla lunga finiscono per implodere, svelando la propria barbarie.

 
  1. BulletPierluigi Battista, Tortora, cronaca di un linciaggio, in «Il Foglio», 7 marzo 2026. Non solo malagiustizia. Ma uno schifoso giornalismo, servile e mafioso. Ieri con Enzo Tortora come oggi con Angelo Becciu.


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  1. BulletLuis Badilla e Roberto Calvaresi, Comunicato del Dicastero delle Cause dei Santi sulla condanna del Tribunale vaticano a Nicola Giampaolo, calunniatore del card. Becciu e altri. La stampa odierna però tace. Perché?, in «Osservazioni casuali», 91, 25 ottobre-1° novembre 2025. «Allora una parte rilevante della stampa italiana era molto entusiasta, con impegno ed efficacia, a propagandare la leggenda del Papa "giustiziere" che lavorava giorno e notte "contro la corruzione in Vaticano". Di questa iconografia, che piaceva molto allo stesso Papa Bergoglio e anche al suo ampio entourage, e che era il perno della dicitura "pontificato riformista", faceva parte il "caso Becciu" iniziato e aperto da L'Espresso guidato allora dall'attuale giornalista Rai Marco Damilano. L'affabulazione calunniosa dell'avvocato Giampaolo, seppure clamorosamente menzognera, venne accreditata come attendibile e dunque inflazionata. Perché? Perché era utile alla campagna in corso contro il cardinale Becciu. Per questa stampa "ben informata" oggi è meglio tacere evitando così di riconoscere di aver mentito.»

  2. BulletQuentin Finelli, Por difamar a un Cardinal, condenan a periodista e historiador, in «ACN», 1° novembre 2025. «Esta condena llega tras años de rumores, insinuaciones y campañas mediáticas que dañaron la reputación del cardenal Becciu.»

  3. BulletQuentin Finelli, Por difamar a un Cardinal, condenan a periodista e historiador, in «ACN», 1° novembre 2025. «Esta condena llega tras años de rumores, insinuaciones y campañas mediáticas que dañaron la reputación del cardenal Becciu.»

  4. BulletNicola Giampaolo condannato a 3 anni e 6 mesi dal Tribunale del Vaticano, in «Rutiglianoonline», 1° novembre 2025.

  5. BulletVatican tribunal convicts historian-journalist of slander against Church officials, in «Clerical Whispers», 2 novembre 2025.

  6. BulletNovinar Nicola Giampaolo proglašen krivim za klevetu protiv kardinala Becciua i Dikasterija za kauze svetaca, in «Informativna Katolicka Agencija», 3 novembre 2025.

  7. BulletVatikan-Gericht verurteilt Journalisten wegen Verleumdung von Kardinal Becciu, in «CNA», 4 novembre 2025.

  8. BulletDaniele Capezzone, Da Striano a Ranucci. L'opposizione adesso sgancia bombe sporche, in «Libero», 9 novembre 2025.

  9. BulletBrunella Bolloli, Le Sos di Striano finite su Report. Nel mirino "l'Elon Musk siciliano", in «Libero», 4 dicembre 2025. Toh, ma cosa mi dici mai!

  10. BulletLuca Fazzo, Il consulente di Ranucci spiava tutti, in «Il Giornale», 4 gennaio 2026.

  11. BulletLuca Fazzo, "L'asse Ranucci-pm è un pericolo per la democrazia. No alle sua minacce", in «Il Giornale», 5 gennaio 2026. «... il procuratore De Luca ci ha raccontato che un'altra icona dell'antimafia come il procuratore Pignatone comprava casa da un capomandamento di Cosa Nostra pagandola in nero, e non ho visto un riga...»

  12. BulletLuigi Ferrarella, Il caso Bellavia e i fila «rubati», lui ammette: mia la lista con i nomi dei personaggi noti, in «Corriere della Sera», 8 gennaio 2026.

  13. BulletPaolo Bracalini, Quella coincidenza: tutti gli schedati colpiti da "Report" con Bellavia ospite, in «Il Giornale», 9 gennaio 2026.

  14. BulletGaetano Mineo, Dossieraggio, terremoto istituzionale sul caso Report. La proposta del Tempo: via a una commissione d'inchiesta, in «Il Tempo», 9 gennaio 2026.

  15. BulletAndrea Muzzolon Report, qui crolla tutto: voci dalla Procura su una nuova inchiesta, in «Libero», 11 gennaio 2026.

  16. BulletLuca Fazio, Report, Il Giornale indaga e i Cinque Stelle chiedono la nostra censura in Rai, in «Il Giornale», 11 gennaio 2026.

  17. BulletEdoardo Siregnano, Il caso dei dossier Report-Bellavia finisce in Antimafia, in «Il Tempo», 11 gennaio 2026.

  18. BulletDe Luca su Report, Facebook.

  19. BulletI pm indagano su Dossieropoli, ma Ranucci accusa il Giornale e il Tempo di "macchina del fango", in «Il Giornale», 11 gennaio 2026.

  20. BulletDario Martini, Scandalo dossieraggi, Ranucci e Bellavia verso l'Antimafia, in «Il Tempo», 12 gennaio 2026.

  21. BulletFilippo Facci, Il nuovo potere da Report a Striano. Quel mare di dati usati per infangare, in «Il Giornale», 16 gennaio 2026.

  22. BulletDamiano Aliprandi, Report e quel software che non spia: anatomia di una suggestione tv, in «Il Dubbio»; 27 gennaio 2026.

  23. BulletDamiano Aliprandi, Guido Lo Porto querela Report: «Omesso ciò che mi scagiona», in «Il Dubbio», 4 febbraio 2026.

  24. BulletFelice Manti, "Il pentito di Report mai stati credibili". Crolla pure il teorema sulle stragi del 1992, in «Il Giornale», 11 febbraio 2026. Ancora una volta Report e co. hanno dato voce a testimoni bugiardi. E intanto il giudice vaticano Giuseppe Pignatone resta indagato per reati gravissimi. «Forse perché Caltanissetta sta cercando i mandanti delle stragi nel "covo di vipere" (Borsellino dixit) della Procura di Palermo di allora; nei colleghi che archiviarono frettolosamente il dossier mafia-appalti cinque giorni prima che il magistrato morisse ("e senza informarlo", sostiene il legale della famiglia Fabio Trizzino) come Guido Lo Forte e Roberto Scarpinato, oggi in Antimafia da senatore M5s; in quelli che facevano affari con i boss in odore di mafia come Giuseppe Pignatone e Gioacchino Natoli indagati per favoreggiamento alla mafia..