Sulla causa di beatificazione di Aldo Moro (e sulle altre accuse di Report)
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Michele Finizio, La Basilicata delle "fratellanze" tra aristocrazia e nobiltà, in «Basilicata24», 15 giugno 2026. Un imbroglione, un calunniatore. «Il Tribunale ha riconosciuto Nicola Giampaolo colpevole di calunnia nei confronti di padre Bogusław Turek, sottosegretario dello stesso Dicastero, del cardinale Angelo Becciu e dello stesso Dicastero delle Cause dei Santi, rappresentato dal suo prefetto, il cardinale Marcello Semeraro. La pena inflitta dal Tribunale Vaticano è di 3 anni e 6 mesi di reclusione, con interdizione dai pubblici uffici per lo stesso periodo. Giampaolo è stato anche condannato al pagamento delle spese processuali ed al risarcimento danni a favore delle parti civili». Facciamo pulizia, in Italia e in Vaticano! -
La Corte d'Appello Vaticana conferma la condanna al testimone di Report: «Calunniò Becciu», in «L'Unione Sarda», 26 giugno 2026. «SERVIZIO PUBBLICO O TAXI PER CALUNNIATORI? È inaccettabile che la TV pubblica (Rai 3) dia spazio e amplifichi la voce di un calunniatore come Gianpaolo, il "falso postulatore", moltiplicando a dismisura gli effetti di una calunnia contro il Cardinale Becciu. Conduttori come Ranucci e Mottola non possono comportarsi come "taxi", facendo salire a bordo chiunque senza assumersi la responsabilità della gravità delle affermazioni fatte (Gianpaolo) trasmesse. Chi infanga le istituzioni e le persone non può godere di una simile vetrina senza che ci siano conseguenze. Il servizio pubblico deve informare, non diventare cassa di risonanza per i calunniatori» (Fari Pad su FB). Mentre i giornali con la coda di paglia si incaponiscono in un colpevole silenzio, la verità avanza. Lentamente, ma avanza. -

Il «prescelto» da Gesù Cristo (15 maggio 2026)! -
Vik van Brantegem, Condanna definitiva del testimone di Report, Nicola Giampaolo. Altro crollo nel castello accusatorio contro il Cardinal Becciu, in «Korazym», 26 giugno 2026. «Il Difensore del Cardinal Becciu, l’Avvocato Fabio Viglione, che si era costituito parte civile chiedendo e ottenendo il risarcimento del danno, ha commentato: «Il Cardinal Becciu ha molto sofferto per queste accuse fantasiose. La pronuncia odierna fotografa nitidamente il carattere calunnioso delle stesse, così come pienamente affermato dalla sentenza di primo grado che oggi è stata integralmente confermata dai giudici d’appello con riferimento a questi fatti. È una sentenza che mette un punto fermo su una vicenda paradossale nella quale il Cardinal Becciu era stato trascinato ingiustamente, diventando bersaglio di una grave calunnia». Anche in spagnolo. -



Calunniò il card. Becciu durante la trasmissione Report. Condannato anche in appello il promotore della causa di beatificazione di Moro, in «Faro di Roma», 27 giugno 2026. Ci vogliono mesi, a volte anni, ma la verità arriva. Di chi sa resistere, patire e amare è la vittoria.
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Antonangelo Liori (FB, 27 giugno 2026): «Caso Becciu, a Report non ne va una giusta. Confermata la condanna in appello per Nicola Giampaolo: ha calunniato il cardinale Angelo Becciu e il sottosegretario della Congregazione per le Cause dei Santi, padre Turek. Dovrà scontare 3 anni e 6 mesi di reclusione oltre al risarcimento dei danni nei confronti delle parti civili tra le quali il cardinale Becciu. La quale avvenne dalle telecamere di Report, la trasmissione televisiva che prima dà le notizie - come confessa candidamente Ranucci - e poi le verifica. Questa messo scemo di Giampaolo accusò Becciu falsamente di intrighi e inghippi senza che report verificasse alcunché. E mi spiego. Mirella Serri dice che Hitler finanziò Wagner la notizia è palesemente falsa visto che Hitler nacque dopo che Wagner era morto. Nei confronti di Wagner Mirella Serri è una calunniatrice e nei confronti del mondo una buffona. Così se un mezzo scemo come Giampaolo dice, senza uno straccio di prove, che Becciu è un imbroglione non è che report può diffondere questa calunnia. Ma i danni di report, non avendo Giampaolo soldi, li pagherà la Rai. E quindi noi.» -
Ilaria Sacchettoni, Attentato a Ranucci, i sospetti del pm: il mandante è Valter Lavitola. Il conduttore di Report: «Siamo amici, sono sconvolto», in «Corriere della Sera», 7 luglio 2026. TOH, VALTER LAVITOLA! Ma cosa mi dici mai! Dieci domandine. ➤ Chi è il legale di Valter Lavitola? * Alessandro Diddi, il Promotore di (in)giustizia del Vaticano, l'accanito accusatore del card. Becciu. ➤ Con chi va a cena Valter Lavitola? * Con Sigfrido Ranucci (Report) e con un sacerdote amico del segretario di papa Francesco. ➤ Cosa fa Sigfrido Ranucci (Report)? * Diffonde calunnie del tutto prive di fondamento contro il card. Becciu (la Corte d'Appello ha confermato la condanna di Nicola Giampaolo, l'"informatore" di Report, per calunnia). ➤ Chi altri sceglie Report come "informatrice"? * Francesca Immacolata Chaoqui, la pregiudicata in contatto con papa Francesco che nutre un odio viscerale contro il card. Becciu. ➤ Cosa ha fatto la Chaoqui? * Ha manipolato Alberto Perlasca, il testimone chiave del "processo del secolo", che ha raccontato il falso in Tribunale contro il card. Becciu. ➤ Cosa fa il pdg Diddi? Protegge la Chaoqui, facendo cancellare il suo interrogatorio, e Perlasca. ➤ Cosa fa ora Perlasca? * Viene stralciato dalla lista degli indagati e papa Francesco lo ha (ri)nominato membro della Magistratura vaticana. ➤ Cosa fa poi Valter Lavitola? * Organizza un attentato di stampo mafioso contro l'automobile di Ranucci. ➤ Cosa fa nel frattempo il pdg Diddi? * Occulta a piacimento e riempie di "omissis" il materiale probatorio del "processo del secolo", affinché le difese non conoscano le prove a loro utili. ➤ Cosa fa il pdg Diddi in seguito, benché ormai siano emerse le prove del complotto (mafioso?) organizzato contro l'innocente card. Becciu? * Disobbedisce ripetutamente all'ordine della Corte – tanto di primo grado quanto d'Appello – di consegnare integralmente il materiale probatorio. UNISCI I PUNTINI E TROVA... UN LEGITTIMO SOSPETTO? Ma che begli ambientini frequentano i magistrati del Vaticano, come Giuseppe Pignatone, indagato per favoreggiamento alla mafia, ed Alessandro Diddi, legale di Lavitola! -
Lodovica Bulian, Attentato a Ranucci, indagato l'imprenditore Lavitola: "È il mandante". Il caso della cena dei due con un noto prelato, in «Il Giornale», 7 luglio 2026. Che ci faceva quel «noto prelato», vicino al segretario di papa Francesco, insieme a Valter Lavitola e a Sigfrido Ranucci? -
Antonio Atte, Attentato a Ranucci, il giornalista: "Non rinnego l'amicizia con Lavitola, in Parlamento tanti massoni", in «Adnkronos», 9 luglio 2026. Eh, sono giustificazioni! -
I dubbi e le ipotesi sull'attentato a Sigrido Ranucci, in «Il Post», 9 luglio 2026. -
Aldo Torchiaro, Chi ha piazzato la bomba a casa Ranucci? L'amicizia col presunto attentatore Lavitola e le nostre foto che non voleva far circolare, in «Il Riformista», 8 luglio 2026. Il "noto prelato", monsignor Fusco, amico del segretario di papa Francesco, che incontrava Lavitola e Ranucci...! «Da ieri circolano su tutte le agenzie di stampa, le testate e le principali emittenti le fotografie che Il Riformista ha pubblicato il 23 maggio 2023. Le avevo realizzate nella sera della domenica 21 quando trovai riuniti allo stesso tavolo, in un’atmosfera di frizzi e lazzi, l’allora vicedirettore Rai, Ranucci, l’imprenditore dal rocambolesco passato giudiziario, Lavitola e un sorridente Monsignor Fusco, che per la Santa Sede si era occupato del caso Becciu. Materia incandescente, quella dello scandalo degli acquisti immobiliari londinesi di Sloane Avenue che in una serie di puntate del 2021 era stata servita calda, non al ristorante di Lavitola ma nella cucina televisiva di Ranucci.» -
Giuliano Cazzola, Caso Ranucci: il giornalista, l'amico, l'attentato. Un nuovo romanzo all'italiana tra giallo e noir, in «Il Riformista», 11 luglio 2026. Solo in una "Terra di nessuno"! -

Caso Ranucci, mons. Fusco: "Non sono io la fonte di Report", in «RaiNews», 12 luglio 2026. Toh! Se anche Gianni Fusco fosse stato la "fonte" di Report su Parolin, pensate che l'avrebbe detto al Tg1? Fatto sta che Fusco e Ranucci scambiavano "opinioni" sul "caso Becciu", a proposito del quale Ranucci diffuse le più clamorose calunnie montate ad arte contro un uomo innocente. -
Nico Spuntoni, Quella cena col prelato che imbarazza la Santa Sede (e Parolin), in «Il Giornale», 12 luglio 2026. «Più fonti vaticane confermano che il monsignore non faccia mistero nei palazzi romani di poter vantare una forte amicizia con Parolin. Non a caso Fusco ha anche ammesso pubblicamente di aver "tifato" per lui al conclave. Una simpatia che, due anni dopo la famosa cena con Lavitola, sembra aver accomunato il monsignore col suo ex commensale Ranucci. Nei giorni del conclave, infatti, "Report" aveva confezionato uno dei suoi servizi incentrato su un fantomatico complotto dei conservatori americani contro l'elezione del cardinale di Schiavon. Nell'inchiesta "Make Vaticano Great Again", gli autori avevano insistito sulla "crociata anti-Parolin" e su un presunto dossieraggio contro di lui per condizionare gli elettori. Nei suoi interventi, Ranucci aveva presentato più volte Parolin come vittima di «articoli velenosi» in quanto "stretto collaboratore" di Francesco. Secondo "Report" c’era una preoccupazione americana per "l'elezione di un Papa progressista e in particolare di Parolin". Una tesi fragile ad occhi attenti: il prelato veneto non era certo il candidato progressista e meno che mai quello in continuità con Francesco. Il suo sponsor, il cardinale Beniamino Stella, si era anzi distinto nel pre-conclave per aver invocato discontinuità. Peraltro tra gli articoli più critici su Parolin ci furono quelli della vaticanista vicinissima a Bergoglio, Elisabetta Piqué che in un recente libro ha rivendicato di aver contribuito a «smontare» la sua candidatura. Insomma, la posizione pro-paroliniana di "Report" è stata un'anomalia nel panorama progressista. Non sappiamo, però, se in questo abbia influito in qualche modo la conoscenza tra Ranucci e monsignor Fusco. Quel che è certo è che il ritorno d'interesse per la cena e l'accostamento del nome del prete al segretario di Stato sui media rischia di provocare qualche imbarazzo in Terza Loggia. Una beffa per Parolin che, dopo l'attentato di ottobre, era stato tra i nomi più autorevoli a diramare un messaggio di solidarietà a Ranucci denunciando il "clima di intolleranza".» E intanto Ranucci diffondeva calunnie contro l'innocente vittima del più violento complotto della storia del secolo (o forse di sempre). -


Da Facebook: «Questa è bellissima. #Ranucci ha ha presentato denuncia per la rivelazione di atti coperti dal segreto investigativo: intercettazioni, brogliacci, verbali relativi all’indagine sull’attentato che ha subito. Tutto pubblicato da il Domani e La Verità. L’avvocato precisa: la denuncia non è contro i giornalisti che hanno pubblicato, ma contro «la rivelazione fatta da soggetti tenuti al segreto». Quindi o i pm oppure la polizia giudiziaria. Davvero fantastico. #Report che rileva puntualmente tramite fonti col passamontagna, atti e intercettazioni coperti da segreto, ora scopre la violazione del segreto. Quando toccano lui, è macchina del fango, quando lui li usa contro chiunque è giornalismo d’inchiesta. Che coraggio. Che faccia.» In effetti, è da scompisciarsi.
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Chi è questo mons. Gianni Fusco, che – attovagliato al ristorante di Valter Lavitola – parlava del "caso Becciu" con quest'ultimo e con Sigfrido Ranucci, diffusore di calunnie contro l'innocente Becciu? E che nei giorni del Conclave tifava per Parolin, in favore del quale Report confezionò un regalino alla "Do ut des"? «Lei conosce bene il cardinale Parolin. È rimasto deluso? "Io come italiano facevo il tifo per gli italiani e precisamente per Parolin. È stato la persona che per oltre 10 anni ha realizzato i pensieri di Papa Francesco. Sì, mi è dispiaciuto che non sia stato lui il successore di Pietro"» (intervista a mons. Fusco). -
Per i pm di Roma c'è Lavitola dietro l'attentato a Ranucci, in «Filorosso», con Antonino Monteleone, Rai3, 13 luglio 2026. Quelli che si incontano a cena da Lavitola. Quelli che sono castigamatti. Quelli che sono faccendieri. Quelli che sono "uomini di Parolin". Quelli che sono "uomini di relazioni". Quelli che parlano del "caso Becciu". Quelli che forniscono tre spiegazioni diverse per quelle cene. Quelli che diffondono calunnie contro un uomo innocente. -
Per i pm di Roma c'è Lavitola dietro l'attentato a Ranucci, in «Filorosso», con Antonino Monteleone, Rai3, 13 luglio 2026. Sigfrido Ranucci? ... quello che non si pente dell'amicizia con Lavitola. ... quello che anche «in Parlamento ci sono tanti iscritti alla massoneria». ... quello che «ma io non ho collaborato con nessuno». ... quello che «sai quanti amici ha Lavitola?» ... quello che sceglie Lavitola perché è «la scatola nera del Paese, no?» -

Aldo Grasso, Ranucci e il paradosso di invocare (ora) il segreto: non è questo il "metodo Report"?, in «Corriere della Sera», 14 luglio 2026. «Il paradosso è evidente: chissà che fra quei «soggetti» non vi siano proprio alcune di quelle fonti che in questi anni hanno alimentato il cosiddetto «metodo Report». Quello stile giornalistico, cioè, fatto di insinuazioni, tesi precostituite, audio carpiti («Audio esclusivi venuti in possesso di Report!»), telecamere nascoste, pedinamenti ostentati e un bel po’ di fango spacciato per reportage. Da tempo sosteniamo che, nelle sue inchieste, Ranucci parte spesso da una conclusione già definita e costruisce il racconto per confermarla, invece di lasciare che siano i fatti a determinarne l’esito. (...) Il nodo non è l’uso delle fonti riservate: ogni giornalismo d’inchiesta vive di quelle. Il problema nasce quando il rapporto con la fonte diventa opaco e il metodo si confonde con l’obiettivo. Se per sostenere una tesi si ricorre sistematicamente a strumenti borderline, non è più chiaro se sia il giornalista a governare la fonte o la fonte a governare il giornalista.» -
Rita Cavallaro, Le strane coincidenze con gli accessi abusivi di Striano, in «Il Giornale», 14 luglio 2026. Toh: Striano, Lavitola, Ranucci! Coincidenze? Io, in questi casi, ho imparato a non credere al caso. -

Nico Spuntoni, Sigfrido, Parolin e Becciu. Spuntano le trame vaticane, in «Il Giornale», 14 luglio 2026. «Nella conversazione a tavola - ha rivelato - si parlò anche del processo al cardinale Angelo Becciu che pochi mesi dopo sarebbe stato condannato in primo grado dal tribunale vaticano per peculato e truffa. Una sentenza di cui la Corte d'appello ha decretato di recente la nullità relativa. Secondo Fusco a quella cena non seguì un altro incontro con Ranucci (né con Lavitola senior), ma i contatti con il giornalista andarono avanti tramite messaggi.(...) Report aveva dato credito alle parole del postulatore Nicola Giampaolo su una richiesta di 80mila euro fattagli a nome di Becciu per sbloccare la pratica. Ranucci stesso aveva riportato presunte confidenze di postulatori per i quali "il prefetto di allora non poteva non sapere" e lo aveva definito "un vaso di pandora". Ma a ottobre scorso ci ha pensato il tribunale vaticano a dare un duro colpo all'impianto della puntata condannando la fonte di Report a tre anni e sei mesi di reclusione per calunnia. All'epoca della messa in onda, Ranucci sembrava talmente concentrato sulla figura di Becciu che in più interviste volle rimarcare la "coincidenza temporale" tra l'uscita di un dossier contro Report e la loro inchiesta sul cardinale.» PS: la condanna del calunniatore Giampaolo è stata recentemente confermata anche in Appello. -

Aldo Rosati, Lo "stalking" di Ranucci e Lavitola: "Reagirono come fossero impazziti", in «Il Tempo», 14 luglio 2026. Torniamo alla fatidica foto. Come nacque? «Ero anche io a cena da Lavitola, con la mia famiglia, nel dehor antistante la vetrata sul salone interno. Riconobbi Ranucci, sempre in compagnia della donna bionda con cui l’avevo visto altre volte, vidi Lavitola che lo cingeva con un braccio, riconobbi Don Gianni Fusco, lo ricollegai alle puntate di Report sul Vaticano, sul caso Becciu. Vidi anche che c’erano due agenti di scorta che mangiavano proprio al tavolo dietro di me. Tenevano d’occhio la situazione, ma io dovevo documentare quella tavolata con foto e video». -
Flashback: Parolin condanna l'attentato a Ranucci: "Fonte di grande preoccupazione, rischiamo clima di intolleranza", in «L'Espresso», 21 ottobre 2025. Curioso, no? "Do ut des"?


























































