Sulla causa di beatificazione di Aldo Moro (e sulle altre accuse di Report)
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Claudio Cerasa, Che spettacolo i moralisti chiodati che scoprono il garantismo, in «Il Foglio», 12 ottobre 2026. «Il cortocircuito è lì di fronte ai nostri occhi. Di fronte a intercettazioni, trascrizioni, accuse contenute in atti giudiziari e richieste politiche di dimissioni, Scarpinato e il M5s, che per anni hanno educato i propri elettori a considerare ogni sospetto una prova, ogni illazione una certezza, ogni parola di un magistrato una verità, riscoprono improvvisamente un lessico familiare ai garantisti: tutela delle conversazioni private, prerogative dei parlamentari, diritto al contraddittorio, diritto di difendersi prima di essere giudicati, pericolo del processo mediatico, uso politico delle procure, campagna di delegittimazione, anomalia nel vedere un giudice che in un atto giudiziario distribuisce patenti morali, etiche, valutative, a un soggetto non indagato, mascariandolo. (...) Vale per lui, un parlamentare del M5s con un passato da magistrato che scopre sulla sua pelle i danni generati dal circo mediatico-giudiziario, come è valso anche per Ranucci: sperimentare il metodo Report sulla propria pelle e scoprire il garantismo solo quando la pelle esposta alla gogna non è quella degli altri ma è la propria. (...) Ieri, tra i mozzorecchi, era tutto un fuori le chat. Oggi, tra i manettari, è tutto un fuori i giustizialisti. Popcorn.» -
Ilaria Sacchettoni, Ranucci e la bomba sotto casa, la compagna: «Fu lui a dirmi di inviare l'ordinanza degli arresti alla moglie di Lavitola», in «Corriere della Sera», 15 ottobre 2026. Sempre più sospetto il comportamento di Ranucci.



















































