Sulla causa di beatificazione di Aldo Moro (e sulle altre accuse di Report)
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Nell'ottobre del 2025, quattro anni e mezzo dopo aver diffuso le sue menzogne attraverso "Report", Nicola Giampaolo è stato condannato a tre anni e mezzo di reclusione per calunnia e a risarcire il card. Becciu con 15'000 euro; condanna confermata in appello nel giugno 2026. Le menzogne e le calunnie – come la malainformazione in genere – fanno un sacco di rumore; ma alla lunga finiscono per implodere, svelando la propria barbarie. Intanto, nell'estate del 2026, (ri)emergono i legami sospetti di Ranucci con personaggi loschi come Valter Lavitola e almeno un incontro dei due con un prelato che al Conclave faceva il tifo per Pietro Parolin...
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L'inchiesta: sveliamo Ranucci e il metodo Report, in «Esperia», 6 agosto 2026. -
RanucciGate: Lavitola è solo la punta dell'iceberg, in «Esperia», 7 agosto 2026. -
Matteo Carnieletto, Rigoli: «Ero innocente, "Report" mi ha rovinato», in «La Verità», 7 agosto 2026. -
Mario Ajello, Ranucci finisce commissariato dal "soviet" dei suoi fedelissimi: il documento firmato dai giornalisti di punta di Report, in «Il Messaggero», 8 agosto 2026. Eppur si muove? «È guerra in redazione tra il corpaccione di Report e Ranucci, anche se lui non si sta molto rendendo conto - lo descrivono "confuso" le persone che gli vogliono bene o fingono di volergliene - di ciò che sta accadendo. Siccome è chiaro a tutti, tranne forse che a Sigfrido, che Ranucci è un'anatra non zoppa ma ormai al forno e che non potrà condurre Report dal prossimo autunno, anche se non esistono decisioni in proposito, i suoi più fidati sodali lo stanno mollando, o meglio lo hanno già fatto. (...) Sta di fatto che l'operazione post-Ranucci è in corso. Mottola e Valesini avrebbero promosso un documento, votato all'unanimità dai giornalisti e collaboratori di Report, per costituire un comitato editoriale - eccolo il soviet! - che decida quali inchieste fare e come e quando mandarle in onda per la ripartenza del programma a novembre (...). E i dioscuri Mottola e Valesini nel caso probabile di sostituzione di Sigfrido partono in pole position. Con la truppa di sostegno redazionale già arruolata ma occhio: al tempo dei soviet, quelli veri, i dualismi si risolvevano nel sangue e dunque c'è chi scommette a Teulada che il tandem - quando si arriverà alla stretta: fuori Sigfrido e avanti un altro - potrebbe esplodere. (...) Per ora, non è stata trovata durante l'indagine la cosiddetta pistola fumante, che rende spacciata la sorte di Sigfrido. Ma è chiaro che l'immagine di Ranucci - anche se lui sembra poco consapevole: «Sono tranquillissimo» - è a dir poco compromessa. E il soviet di Teulada lo ha capito con quel cinismo che - anche al netto dei richiami all'orrendo passato del socialismo reale - è naturale nel mondo del televisivo e nel mondo tout court.» -
Pasquale Napolitano e Giulia Sorrentino, La redazione ribolle. Ed è giallo sul voto che liquida Sigfrido, in «Il Giornale», 9 agosto 2026. «... la mancanza di distacco da Lavitola desta sospetti.» -
Rebecca Luisetto, Il programma di Ranucci, le accuse all'ex sindaco, il nodo dei 40mila euro: così è nato il finto attentato di Adriano Cappellari, in «Corriere della Sera», 9 agosto 2026. Cattivi modelli e ignobili messinscene. -
Daniele Priori, Scontro finale a Report, in «Libero», 9 agosto 2026. -
Rebecca Luisetto, «Telefonare a Report, quello è stato il mio grande errore". Intervista ad Adriano Cappellari: «Quando ho visto arrivare la scorta per il finto attentato ho capito che avevo esagerato», in «Corrire della Sera», 10 agosto 2026. Quel giovane "collaboratore" di Sigfrido Ranucci, tra cattivi modelli e ignobili messinscena. -
Valter Lavitola arrestato per l'attentato a Ranucci, in «Ansa», 10 agosto 2026. -

LA MESSIN(S)CENA. SOPRA: Sigfrido Ranucci a cena con il suo "amico fraterno" Valter Lavitola, appena arrestato quale presunto mandante dello (pseudo)attentato allo stesso Ranucci; a tavola con loro un monsignore, tifoso del card. Parolin, parla del "caso Becciu". SOTTO: Nicola Giampaolo, la fonte di Sigfrido Ranucci condannata a tre anni e mezzo per calunnia contro il card. Becciu, a tavola con il suo amico Lele Mora. Ma che belle compagnie! -
Bomba a casa di Raucci, arrestato Valter Lavitola, in «Rsi», 10 agosto 2026. Ne parla anche la Radiotelevisione svizzera. Che – come segnalato da più di cinque anni – ha le sue colpe e che ha infangato un innocente quasi come Report/Ranucci. Ma la verità non muore e bisognerà rendere conto di tutto. -
Antonangelo Liori, Facebook, 10 agosto 2026: «Arrestato Lavitola, l'amichetto di Ranucci. Valter Lavitola è stato arrestato come mandante dell'attentato a Ranucci. Ranucci ha dichiarato che Lavitola è il suo miglior amico. I migliori amici non commissionano attentati contro i loro migliori amici. E quindi: 1) Ranucci è il miglior amico di Lavitola ma Lavitola non è il miglior amico di Ranucci. 2) Lavitola è innocente e i magistrati non capiscono nulla. 3) Lavitola ha commissionato l'attentato a Ranucci per fargli un favore e quindi il vero mandante dell'attentato a Ranucci è lo stesso Ranucci. Quale scegliete fra le tre opzioni, la 1, la 2 o la 3?». Forse c'è anche una quarta ipotesi, ma molto romanzesca: 4) Lavitola organizza uno pseudo attentato per favorire politicamente Ranucci, ma non per amicizia, bensì per poterlo poi ricattare, una volta che Ranucci sarebbe stato al potere ("Senza il mio attentato tu non ce l'avresti fatta"). Mah, molto romanzesca, ma poco probabile. Delle altre tre quale sembra più credibile? (AP) -
Giuliano Foschini e Giuseppe Scarpa, Valter Lavitola arrestato per l'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci. "È il mandante", in «La Repubblica», 10 agosto 2026. Beh, sarebbe stato molto strano, se non l'avessero arrestato. E adesso speriamo di arrivare alla verità. -
Simone Canetieri, Lavitola e Ranucci, la storia di una strana amicizia: le chiamate ogni giorno (per anni), il ristorante, l'attentato, in «Corriere della Sera», 10 agosto 2026. «Il legame tra i due è solido. Per anni si sono almeno sentiti al telefono "quasi tutti i giorni"». Vogliamo luce. -
Attentato contro Ranucci, arrestato Valter Lavitola, in «Rainews», 10 agosto 2026. -
Attentato a Ranucci, arrestato e portato in carcere Valter Lavitola, in «Libero», 10 agosto 2026. -
Sara Menafra, Lavitola, i sopralluoghi a casa di Ranucci prima dell'attentato e quei messaggi anche nei giorni della bomba: «Milioni di italiani ti vogliono alla guida del paese», in «Open», 10 agosto 2026. Senza parole. Sembra un'operazione molto... trumpiana. -
Legale Ranucci, 'fondamentale capire il movente dell'attentato', in «Ansa», 10 agosto 2026. -
Giancarlo Cavalleri, L'arresto di Lavitola potrebbe contribuire a fare chiarezza sull'attentato a Ranucci, nuovo mistero italiano, in «Faro di Roma», 10 agosto 2026. «Ma difendere il giornalismo significa anche pretendere che l’informazione sia rigorosa nella selezione delle fonti, nella verifica delle testimonianze e nella distinzione tra fatti accertati, ipotesi investigative e ricostruzioni personali. Ed è qui che il caso assume un secondo profilo, che non dovrebbe essere oscurato dalla gravità dell’attentato. La vicenda Lavitola pone infatti interrogativi sui rapporti che nel tempo si sono sviluppati tra il conduttore di Report e l’ex editore e faccendiere. Non si tratta di sostenere che una relazione personale o professionale dimostri automaticamente un comportamento illecito: sarebbe un salto logico e giudiziario del tutto ingiustificato. Ma è legittimo chiedersi se un giornalista che costruisce parte della propria attività investigativa attraverso fonti e interlocutori controversi abbia il dovere di rendere particolarmente trasparenti quei rapporti. Il problema non è avere fonti discutibili. Un giornalista d’inchiesta, per definizione, può dover parlare con persone coinvolte in vicende giudiziarie, ambienti criminali, apparati politici o mondi opachi. Il problema nasce quando la fonte rischia di diventare contemporaneamente interlocutore, collaboratore, mediatore o soggetto con interessi propri. Su questo punto sono emerse negli ultimi mesi notizie che meritano attenzione. Secondo quanto riportato da diverse testate, la Rai ha sottoposto a verifica i rapporti tra Ranucci e Lavitola e le circostanze nelle quali alcune informazioni sono state raccolte. Sono stati inoltre riferiti accertamenti su contatti e materiali acquisiti nell’ambito dell’inchiesta. La questione appare ancora più delicata perché Report non è un normale programma televisivo privato. È una trasmissione del servizio pubblico. Di conseguenza, agli standard professionali del giornalismo si aggiunge una responsabilità particolare nei confronti dei cittadini che finanziano il servizio radiotelevisivo pubblico. Non significa chiedere censura o limitare l’autonomia di Ranucci. Significa esattamente il contrario: pretendere un giornalismo talmente solido da poter resistere anche alla verifica più severa. La libertà di stampa, infatti, non coincide con l’immunità dalla critica. Un giornalista deve poter indagare sui potenti, ma deve anche accettare che vengano esaminati i suoi metodi, le sue fonti e i suoi eventuali rapporti con gli interlocutori. L’indipendenza giornalistica non è soltanto libertà dalle pressioni politiche o economiche: è anche capacità di mantenere una distanza professionale dalle proprie fonti. (...) Un’inchiesta non diventa più autorevole soltanto perché rivela qualcosa di clamoroso. Diventa autorevole quando le fonti sono controllate, gli interlocutori scelti con criteri trasparenti, le accuse documentate e il contraddittorio garantito.» -
Ranucci, a quanto pare, non ha rischiato la vit(ol)a. Ora vedremo cosa faranno i poteri forti che agiscono nell'ombra: far emergere la verità o insabbiare (AP). -
Beatrice Tominic, Arrestato Lavitola ritenuto mandante dell'attentato, a Ranucci diceva: "Ogni attacco serve a farti crescere", in «Fanpage», 10 agosto 2026. “Ogni attacco serve a farti crescere”: il fine (il potere politico) giustifica i mezzi? Trumpianamente? E il fine di far fuori un innocente giustifica la diffusione di calunnie attraverso Report? -
"Tra 2 nni fai il presidente", il progetto nelle chat, in «Il Giornale», 10 agosto 2026. -
Quelle "bombe mediatiche" confezionate al fine di manipolare un intero popolo! Simili alla bomba mediatica confezionata da Report per diffondere calunnie e crocifiggere l'innocente card. Becciu. -
Antonella Baccaro, Ranucci: «Dolore pe ri miei figli». Audit Rai, ecco che cosa cambia, in «Corriere della Sera», 10 agosto 2026. «... ieri in Rai serpeggiava il sospetto che l’arresto del faccendiere, fatto cadere proprio all’inizio della settimana che pareva decisiva per l’indagine interna, non sia stato un caso, ma una mossa per arrestarne la corsa verso un precipitoso giudizio finale sfavorevole a Ranucci.» -
La bomba d'amore per Ranucci, in «Il Foglio», 11 agosto 2026. «Il paradosso però è quello: l’attentato sarebbe stato pensato non per diminuire Ranucci ma per ingrandirlo, non per farlo sparire ma per renderlo più visibile, non per chiudergli una carriera ma per aprirgliene un’altra.» -
Giulia Sorrentino, La mano di Ranucci nel sondaggio per il candidato premier: "Ho visto, ma va modificato", in «Il Giornale», 11 agosto 2026. Quando si sceglie di vivere tra menzogne e calunnie... -
Legale Ranucci, 'se vero, da Lavitola delirante teatro della follia', in «Ansa», 11 agosto 2026. -
Enrica Riera e Nello Trocchia, «Sigfrido, dammi l'ok per fare un casino». I messaggi tra il giornalista di Report e Lavitola, in «Domani», 11 agosto 2026. Un teatro di falsità? A un certo punto le quinte implodono. Ma quanto è manipolabile l'umanità! -
Gino Zavalani, Ranucci e un sistema di potere che crolla, in «Esperia», 11 agosto 2026. -
Paolo Pandolfini, Presto, un alibi per Lavitola... Quella stranissima telefonata con Ranucci, in «Il Tempo», 12 agosto 2026. «Ranucci, infatti, non solo non chiude il rapporto ma parla per due ore con l’uomo accusato di aver tentato di farlo saltare in aria e cerca persino di "aiutarlo" a spiegare perché fosse stato davanti casa sua con Clesio Tavares.»

























































