Sulla causa di beatificazione di Aldo Moro (e sulle altre accuse di Report)

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Anche Report, una trasmissione televisiva che sostiene di fare giornalismo d’inchiesta, ha voluto partecipare al lancio di fango e s’è prestata a diffondere le calunnie, un po’ come nella favola “Il lupo e l’agnello” di Esopo, la cui morale risulta chiara: «La favola mostra che contro chi ha deciso di fare un torto non c'è giusta difesa che valga». I lupi mannari che applicano questa logica perversa sono accomunati da tre caratteristiche: 1) selezionano le informazioni in modo prevenuto per sostenere le loro tesi faziose e, quando non le trovano, come il lupo della favola, le inventano di sana pianta; 2) la loro indiscussa carenza di argomenti li fa sposare la famosa logica dell’illogico, quella del lupo che sta a monte dell’agnello e lo accusa di sporcargli l’acqua, per intenderci; 3) la loro prepotenza è crudele e ingiustificabile.
Ma i lupi di Report – certo in un lavoretto ben commissionato – hanno fatto i conti senza l’oste, dando voce anzitutto alla figlia di Aldo Moro, Maria Fida Moro, la quale ha affermato che il cardinale Becciu le avrebbe scritto «la lettera più volgare e violenta che io abbia ricevuto», letterale. Per rincarare la dose ha aggiunto d’aver detto a papa Francesco, in un’udienza privata: «non le ho portato la lettera di questo signore per non amareggiarla». Ma che buon cuore!  «E lui mi ha guardato con aria contrita e mi ha detto: «Mi sembra che sia stato punito debitamente.» Punito debitamente? Ranucci e compagnia si sono guardati bene dal chiederle quella lettera – ciò che ogni giornalista serio avrebbe fatto – oppure, se l’hanno chiesta, si sono guardati bene dal mostrarla. Ma poi – come nella favola di Esopo – arriva la logica della forza di gravità: la lettera è stata pubblicata da «Famiglia Cristiana» e dal «Messaggero» ed è quanto di più civile e cortese si possa immaginare. Non solo: nella stessa puntata di Report Ranucci e co. hanno dato voce a un impostore, vale a dire a Nicola Giampaolo, sedicente postulatore di Santa Romana Chiesa ed esorcista (per essere postulatore non possiede i requisiti richiesti dalla norme canoniche, figurarsi per essere esorcista!), il quale ha sostenuto d’aver ricevuto nel giugno del 2018 una richiesta di tangente per far avanzare la causa di beatificazione di Moro; mandante ovviamente il prefetto della Congregazione dei Santi, il cardinale Becciu! Polverone! Fango aggiunto al fango! Già, già, solo che di lì a poco, come nella favola di Esopo, entra in gioco la logica del buon senso, che in questo caso si chiama cronologia dei fatti: come faceva il Giampaolo – noto millantatore – a rappresentare Aldo Moro nel giugno del 2018, se dall’aprile di quello stesso anno non era più il postulatore della causa? e, soprattutto, cosa c’entra Becciu con questa vicenda – già smentita da altre fonti –, se è entrato in Congregazione nel settembre del 2018? È la stessa logica di Esopo – come poteva l’agnello aver insultato il lupo, se non era ancora nato? – che smaschera la menzogna con le regole della fisica. Il vescovo di Ozieri, mons. Corrado Melis, ha poi rivelato un particolare inedito: «il buon Giorgio Mottola di Report è venuto da me per un’intervista dove io dichiaravo, documenti alla mano, la trasparenza assoluta di ogni centesimo passato dalla CEI e dalla Carità del Papa (Obolo di San Pietro) alle attività della Caritas diocesana con regolari domande e certamente l’interessamento anche (ripeto: “anche”) del Sostituto alla Segreteria di Stato mons. Becciu. Peccato che quell’intervista andasse contromano rispetto al senso di marcia che era stato assegnato (presumo dai vertici!) al servizio di Report e che la “scappatella” infedele di Mottola si sia risolta in un "il Vescovo di Ozieri conferma ciò che afferma Becciu"». Ecco servita un’altra distorsione dei fatti: i giornalisti privi di deontologia professionale procedono in modo selettivo: non cercano la verità, ma solo conferme – oltretutto taroccate – alle loro tesi; quando invece trovano smentite, allora sorvolano, ignorano, tagliano. E così la trasmissione di Ranucci, con accuse pretestuose e infondate sintomi di un vero "metodo Report", è precipitata al livello della Chaouqui, che pure aveva sgamato nella puntata dell’11 gennaio 2021! La Radiotelevisione Svizzera (RSI) da parte sua si è comportata allo stesso modo, nonostante i miei ripetuti richiami alla correttezza inoltrati al responsabile del Dipartimento Informazione Reto Ceschi: non ha cercato la verità, ma si è limitata a diffondere la versione calunniosa di pregiudicati come Massimiliano Coccia e co. Un'assoluta mancanza di professionalità, uno spettacolo indecoroso! Recentemente, viste le clamorose novità emerse che smentiscono i teoremi degli accusatori, ho chiesto per l'ennesima volta al signor Ceschi di rimediare alla cattiva informazione fornita agli utenti della RSI; la risposta è stata che l'avrebbero fatto qualora «dovessero emergere fatti nuovi», come se non ne fossero emersi a dozzine negli ultimi anni! In questo tempo viviamo: tempo da lupi. E in questo mondo, dove i lupi rapaci la fanno da padroni. Ma è giornalismo questo, che beve e fa bere le veline diffamatorie, come quelle propalate dall’"Espresso”, da “Report” ecc.? Alle vittime innocenti – agnelli o capri espiatori – non resta che rispondere punto per punto con «la forza della verità» (Fedro), confidando nel Buon Pastore e sperando che il manzoniano «buon senso» sia più forte del banale «senso comune». Nel mondo del giornalismo – anche cattolico – Becciu non lo difende nessuno: chi “sta con il Papa” non lo difende perché teme che sarebbe come affermare che Francesco ha sbagliato; chi sta contro il Papa non lo difende perché Becciu sta con Francesco più di chiunque altro; e infine ci sono i complici, coloro che, con disinformazioni e lusinghe, hanno tratto il Papa in inganno, quelli gongolano e si sfregano le mani. Ma sia ben chiaro che ogni giornalista si qualifica attraverso le proprie azioni, non con la propria popolarità: troppo facile raccogliere consensi gridando «Crucifige» e «Liberate Barabba!»! Benché facciano a gara a chi la spara più grossa, i lupi cooptati da forze oscure saranno smascherati, non appena l’alba verrà, all’impatto con la verità dei fatti.

Nell'ottobre del 2025, quattro anni e mezzo dopo aver diffuso le sue menzogne attraverso "Report", Nicola Giampaolo è stato condannato a tre anni e mezzo di reclusione per calunnia e a risarcire il card. Becciu con 15'000 euro; condanna confermata in appello nel giugno 2026. Le menzogne e le calunnie – come la malainformazione in genere – fanno un sacco di rumore; ma alla lunga finiscono per implodere, svelando la propria barbarie. Intanto, nell'estate del 2026, (ri)emergono i legami sospetti di Ranucci con personaggi loschi come Valter Lavitola e almeno un incontro dei due con un prelato che al Conclave faceva il tifo per Pietro Parolin...


  1. BulletAntonella Baccaro, Caso Ranucci, la Rai teme danni all'immagine: punta al passo indietro del giornalista. E anche parte della redazione di Report chiede un cambio, in «Corriere della Sera», 14 agosto 2026.

  2. BulletClaudio Cerasa, Il falò del metodo Ranucci. Storie, tic e vie di fuga, in «Il Foglio», 14 agosto 2026.

  3. BulletAlessandro D'Amato, Ranucci, il partito, i Dem Usa: così parlava Lavitola dopo l'attentato – La testimonianza, in «Open», 14 agosto 2026.

  4. BulletDamiano Aliprandi, L'attentato a Ranucci, un'ulteriore riflessione, in «Nuovo Giornale Nazionale», 14 agosto 2026.

  5. BulletCataldo Intrieri, Report, la farsa e il botto. Ranucci non è complice né vittima di un attentato, ma si è bevuto le fesserie di Lavitola, in «Linkiesta», 14 agosto 2026. «Era una farsa, punto e basta». «Ciò che colpisce del legame tra i protagonisti di questa farsaccia di infimo ordine è la condizione di assoggettamento psicologico, ai limiti del plagio, di Ranucci. Egli non solo si beve le fesserie sul suo futuro politico come leader della pur scalcagnata sinistra attuale, ma, quando apprende dell’avviso di garanzia al mefistofelico amico, si indigna coi magistrati della pur benevola Procura di Roma, definendoli dei matti e adoperandosi subito per trovare giustificazione adeguata al grave indizio della presenza di Lavitola e del suo complice Gomes Clesio Tavares vicino alla sua casa un mese prima del finto attentato. Come il povero professor Unrat de “L’angelo azzurro”, perso tra le gambe della sua Lola, Ranucci si smarrisce tra le ciance di Lavitola e nega a sé stesso la verità. Egli non può ammettere di essere come Unrat, il bigotto moralista alla fine irresistibilmente attratto dal peccato in cui si perde. Ci sono da trarre da questa sordida storia alcuni insegnamenti. Il primo è che non bisogna farne pretesto per estendere la presa dell’apparato informativo meloniano su ciò che resta del giornalismo d’opposizione al regime. Il secondo concerne la qualità degli eroi che questo sventurato paese elegge a simboli. Ranucci si è raccontato in modo eloquentemente ridicolo nei suoi libri. Ciò nonostante, egli è stato eletto a simbolo non solo dalla sinistra, ma, cosa ancora più grave, dalla stessa magistratura, che lo ha accolto come un eroe in un’assemblea del suo più alto organo politico, l’Associazione nazionale magistrati. Nel provvedimento del gip di Roma leggiamo con vivo sconcerto che egli aveva facoltà di telefonare «per le vie brevi» al procuratore capo di Roma per sollecitarlo a sentire un suo teste – lui direttamente e non l’avvocato – e veniva prontamente esaudito tramite l’improduttiva audizione di un mestatore. Questo a voler dire il fiuto e la qualità delle fonti del Ranucci. Bertolt Brecht lamentava come fosse sventurato un paese bisognoso di eroi. Figurarsi una magistratura bisognosa di eroi da operetta.»

  6. BulletIl metodo Ranucci, spiegato, in «Il Foglio», 14 agosto 2026. «Se il fascicolo aperto dopo una puntata diventa una certificazione del lavoro giornalistico, il fascicolo chiuso non può diventare una nota a piè di pagina. (...) Una procura che apre un fascicolo dopo una trasmissione produce un titolo; una procura che lo archivia anni dopo produce una breve. La prima notizia certifica, nel racconto mediatico, il valore dell’inchiesta; la seconda raramente produce una revisione del racconto precedente. Ed è in questa sproporzione che si crea la vera gogna: non necessariamente nella falsità di ciò che viene raccontato, ma nell’impossibilità pratica per l’accusato di ottenere, quando ha ragione, la stessa potenza narrativa con cui era stato messo sotto accusa. La soluzione non è imbavagliare “Report”, commissariarlo, normalizzarlo o trasformare ogni errore in un pretesto politico. Sarebbe peggio del problema. E’ pretendere da una trasmissione così potente una regola semplice: la stessa curiosità verso le prove a discarico che verso quelle d’accusa; spazio adeguato agli epiloghi quando rovesciano il quadro; più attenzione nel separare il fatto dall’ipotesi e l’ipotesi dalla suggestione; meno compiacimento nel presentare l’apertura di un’inchiesta giudiziaria come una medaglia al valore giornalistico. E magari una regola televisiva molto semplice: quando un servizio ha dato grande risalto a un’accusa contro una persona e quell’accusa viene successivamente archiviata o si conclude con un’assoluzione, tornare sulla vicenda con la stessa chiarezza con cui la si era aperta. Riconoscere che una procura può sbagliare, una fonte può sbagliare e può sbagliare anche “Report”. Il punto, alla fine, non riguarda Ranucci. Riguarda un’idea di giornalismo. Quello migliore non è il giornalismo che non accusa mai e non sbaglia mai perché non rischia mai. E’ quello che rischia, accusa quando ha elementi per farlo, ma conserva abbastanza dubbio da riconoscere che una procura può sbagliare, una fonte può sbagliare, un testimone può sbagliare e naturalmente può sbagliare anche “Report”. La credibilità non si perde ammettendo un errore. Si perde quando si pretende che la propria versione sia sottratta alla stessa verifica che si esige dagli altri. Ricordare assoluzioni, archiviazioni e rettifiche non significa fare la guerra a “Report”. Significa applicare a “Report” il principio che “Report” applica da trent’anni a tutti gli altri: nessun potere dovrebbe essere considerato intoccabile. Neppure il potere di chi racconta gli intoccabili.»

  7. BulletGiulia Melodia, Terremoto Report, monta la bufera in Rai. Il parere del comitato etico arriva sul tavolo dell'ad Rossi: scossa ai vertici dell'azienda, in «Secolo d'Italia», 14 agosto 2026.

  8. BulletRoberta Damiata, La sorella del giudice Falcone gela Ranucci: "Il suo post? Sopra le righe", in «Il Giornale», 14 agosto 2026.

  9. BulletLa prima spiegazione dell'"attentato" a Ranucci... offerta da Ranucci. L'arte del depistaggio e della manipolazione. I fantasmi di una visione irreale – quella di Ranucci e co. – diventano prove: così il possibile diventa probabile e il probabile certezza. È il metodo Report, bellezza.

  10. BulletSelvaggia Lucarelli, Ho letto il libro di Ranucci e, oltre all'ego, ci sono diverse criticità, in «Selvaggialucarelli.substack», 14 agosto 2026.

  11. BulletGiulio De Santis e Ilaria Sacchettoni, Lavitola: «L'attentato a Ranucci? Non escludo che Sigfrido dopo avesse capito». E ora il pm sentirà il giornalista, in «Corriere della Sera», 14 agosto 2026.

  12. BulletSelvaggia Lucarelli e la ricostruzione su Ranucci: le relazioni con stagiste e fonti, il presunto Me Too del 2021, la «tendenza alla mitomania». «Non è Dio», in «Corriere della Sera», 14 agosto 2026. 

  13. BulletEnver Robelli, Warum ein Berlusconi-Vertrauter einen Bombenanschlag auf seinen besten Freund plante, in «Tages Anzeiger», 14 agosto 2026.

  14. BulletMarco Iasevoli, Il futuro di Report, le pressioni del governo, la sorte di Ranucci: l'intrigo di Ferragosto è servito, in «Avvenire», 14 agosto 2026.

  15. BulletFrancesco Boezi, I legami Ranucci-007. Veleni e agenti sui Rai3. Si riapre il caso Autogrill e il "Segreto" non c'è più, in «Il Giornale», 14 agosto 2026.

  16. BulletAntonio Noto, Quella miscela esplosiva tra l'attentato e il test sul gradimento, in «Il Giornale», 14 agosto 2026.

  17. BulletGiovanni M. Jacobazzi, La grazia a Minetti, i camici della Lombardia, le stragi nere di mafia e i tamponi rapidi: le fallimentari inchieste-gogna di Ranucci, in «Il Riformista», 14 agosto 2026.

  18. BulletPietro Senaldi, L'ultima carta di Ranucci: ora minaccia la Rai, in «Libero», 14 agosto 2026.

  19. BulletGianluigi Paragone, La differenza tra le inchieste vere e quelle di Ranucci & C., in «La Verità», 14 agosto 2026.

  20. BulletVirginia Piccolillo, L'imbarazzo dell'Anm (e il silenzio di gran parte del Pd) su Ranucci. «Che cosa dovremmo dire?», in «Corriere della Sera», 14 agosto 2026.

  21. BulletNello Trocchia, Rosaria Capacchione: «Costruire "eroi" è stato un male per il giornalismo», in «Domani», 14 agosto 2026.

  22. BulletFrancesco Damato, Perché Di Pietro reporteggia su Report, Ranucci e Anm, in «Start Magazine», 14 agosto 2026.

  23. BulletIlaria Sacchettoni, Ranucci deciso a non lasciare Report. I dubbi dei pm sui silenzi su Lavitola, in «Corriere della Sera», 14 agosto 2026.

  24. BulletAldo Torchiaro, Anzaldi: "Ranucci valuti il passo indietro, Report non è proprietà privata di un conduttore", in «Il Riformista», 14 agosto 2026.

  25. BulletAttentato Ranucci, Procura ipotizza accordo fra Sigfrido e Lavitola, verso richiesta audizione del giornalista, in «Il Giornale d'Italia», 14 agosto 2026.

  26. BulletCarmelo Caruso, Il Ranucci etico: il comitato Rai invia la relazione all'ad Rossi. Il faro è sulle opacità e la slealtà del conduttore, in «Il Foglio», 14 agosto 2026.

  27. BulletVittorio Feltri, La vicenda Ranucci e la cultura del vittimismo, in «Il Giornale», 14 agosto 2026.

  28. BulletIlaria Sacchettoni, Lavitola, ecco cosa non torna sulla bomba contro Ranucci. Depistaggi e discordanze: «Inverosimile che Tavares abbia "disobbedito" al suo mandante», in «Corriere della Sera», 15 agosto 2026.

  29. BulletMichela Allegri e Valeria Di Corrado, Ranucci e quelle "omissioni" sull'amico Lavitola, il conduttore di Report non l'ha mai citato davanti ai pm, in «Il Messaggero», 15 agosto 2026.

  30. BulletAndrea Ossino, Ranucci, gli esecutori ai pm: "Lavitola ci ha scaricato e ora vogliamo parlare noi", in «La Repubblica», 15 agosto 2026.

  31. BulletAldo Torchiaro, Il caso Lavitola-Ranucci scuote Report e la Rai: il Comitato per il Codice etico volta le spalle al giornalista, in «Il Riformista», 15 agosto 2026. «Il punto non è trovare un altro personaggio forte, ma restituire centralità al programma e alla redazione. "Report non ha bisogno di un nuovo Ranucci, ma di un giornalista d’inchiesta serio: esperienza, verifica delle fonti, rigore deontologico, capacità di lavorare con una redazione e rispetto dei colleghi". E proprio qui torna il tema delle regole: "La libertà di informare non può diventare una zona franca dalla responsabilità professionale. Anche la verifica delle fonti resta imprescindibile, soprattutto davanti ad accuse gravi".» Requisiti che sono mancati (o che sono stati volutamente ignorati) quando Report ha diffuso ignobili calunnie contro un innocente.

  32. BulletCarmelo Caruso, Il telefono di Ranucci: le chat come presunta arma segreta, in «Il Foglio», 15 agosto 2026. Siamo alle minacce e ai ricatti.

  33. BulletGiorgio Gandola, Stefano Cappellini: «L'attentato te l'ha chiesto Sigfrido?». Pure «Repubblica» ora ha il sospetto, in «La Verità», 15 agosto 2026.

  34. BulletCarlotta De Leo, Zanda: «Ranucci? Un passo indietro da Report è auspicabile per lui e per la Rai», in «Corriere della Sera», 15 agosto 2026.

  35. BulletPasquale Napolitano e Giulia Sorrentino, Il Giornale al telefono con Tavares: "Voglio parlare e non capisco perché la banda non l'abbia ancora fatto. E su Ranucci....", in «Il Giornale», 15 agosto 2026.

  36. BulletI colloqui in portoghese di Lavitola, il ruolo di Ivan: cosa manca ancora alla verità sulla bomba a Ranucci, in «Fanpage», 15 agosto 2026.

  37. BulletPaolo Guzzanti, Il botto dei soliti ignoti, la storia è già farsa, in «Il Giornale», 15 agosto 2026.

  38. BulletMichela Allegri e Valeria Di Corrado, Ranucci e quelle "omissioni" sull'amico Lavitola, il conduttore di Report non l'ha mai citato davanti ai pm, in «Il Mattino», 15 agosto 2026.

  39. BulletPaNa e GiuSor, I giudici si spaccano sugli "osanna" a Ranucci: molti irritati, in «Il Giornale», 15 agosto 2026.

  40. BulletAldo Torchiaro, Ranucci e il Servizio Pubblico: l'animalia che Unirai denuncia da tempo, in «Il Riformista», 15 agosto 2026. «Il nuovo conduttore deve essere scelto sulla base della professionalità: esperienza, capacità  di fare inchieste, rigore nella verifica delle fonti, conoscenza delle regole deontologiche, capacità  di lavorare con una redazione e rispetto dei colleghi

  41. BulletFederica Franci, Ranucci è vittima dell'attentato ma non della Rai: ogni verifica che facciamo non è un attacco alla libertà di stampa, in «Il Riformista», 15 agosto 2026.

  42. BulletIlaria Sacchettoni, Ranucci, i dubbi della Procura: dall'amicizia con Lavitola (mai citato davanti ai pm) al ruolo del factotum Tavares. A settembre la nuova audizione, in «Corriere della Sera», 16 agosto 2026.

  43. BulletMariolina Iossa, «Io, coinvolto nel progetto politico per Ranucci. Lavitola mi disse: gli indirizzi te li dà la sua collaboratrice», in «Corriere della Sera», 16 agosto 2026.

  44. BulletCosa significa «Non smentisco falsità»? Secondo il Tg1, a proposito delle affermazioni di Lavitola che "non esclude" che Ranucci avesse sospettato che il mandante dell'attentato fosse stato lui, il giornalista avrebbe risposto: «Non smentisco falsità». Cioè? a) Le falsità non le smentisco. b) Smentisco solo verità. c) Confermo falsità. d) Confermo verità. e) ... Io sento un grande stridere di unghie sugli specchi.

  45. BulletGiorgio Gandolla, «L'attentato te l'ha chiesto Ranucci?» Pure «Repubblica» ora ha il sospetto, in «Panorama», 16 agosto 2026.

  46. BulletSalvo Sottile, La scorta come stella Michelin della reputazione. Da Ranucci a Saviano, da Scarpinato a Piero Grasso, tutti gli "intoccabili" che costringono chi li scorta a guardarli mentre fanno cose, in «Salvo Sottile Substack», 16 agosto 2026.

  47. BulletLuca Varani, Caso Ranucci, Freccero: «I giornalisti non raccontano più la realtà, provano a fabbricarla», in «Affari Italiani», 16 agosto 2026.

  48. BulletFrancesco Crippa, I dubbi di Schlein, Conte e Avs su Ranucci. E l'avvocato di Lavitola manda messaggi, in «Domani», 16 agosto 2026.

  49. BulletIlaria Sacchettoni, Ranucci, dal «silenzio sull'amico al ruolo del factotum: tutte le domande dei pm sulla versione del conduttore, in «Corriere della Sera», 17 agosto 2026.

  50. BulletMario Ajello, Ranucci con il Comitato Rai fingeva di non conoscere Boccia. Ma lo smentiscono i messaggi in chat, in «Il Messaggero», 17 agosto 2026.

  51. BulletMichela Allegri e Valeria Di Corrado, Ranucci, quei documenti girati a Lavitola e le due ore di telefonata "coperte": si indaga sul dialogo notturno, in «Il Messaggero», 17 agosto 2026.

  52. BulletDue ore notturne al telefono tra ranucci e Lavitola: agli inquirenti mancano i passaggi chiave, in «Terra Nostra»» 17 agosto 2026.

  53. BulletL'avvocato di Lavitola: «Il mio assistito avvicò Ranucci di possibili attentati un mese e mezzo prima». Polemica su stipendi di Report, in «Il Sole 24 Ore», 17 agosto 2026.

  54. BulletReport, Il Tempo pubblica costi e compensi: ira Ranucci. La redazione: "Quereliamo, sono cifre false", in «Adnkronos», 17 agosto 2026. Ohibò, non mi dire che adesso, tutt'a un tratto, a Ranucci interessa che le notizie diffuse siano pure vere! Come mai ha diffuso ignobili calunnie contro un innocente senza un briciolo di controllo e di deontologia professionale?

  55. BulletGiuliano Cazzola, La trappola e la gogna Report mi infangò, in «Il Riformista», 17 agosto 2026.

  56. BulletCaso Ranucci-Lavitola, il senatore PD Zanda: «Nel suo interesse e in quello della Rai, lasci la conduzione di Report», in «Il Dubbio», 17 agosto 2026.

  57. BulletOrazio Abbamonte, Un'amicizia dal peso enorme e Report vacilla nel dubbio, in «Il Roma», 17 agosto 2026.

  58. BulletRanucci, l'avvocato di Lavitola: «Avvisò Ranucci un mese prima su rischio attentati. Nessuna ritrattazione, vuole puntualizzare», in «Il Messaggero», 17 agosto 2026.

  59. BulletGian Domeico Caiazza, L'insostenibile tesi di Ranucci "due volte vittima", in «Il Foglio», 17 agosto 2026.

  60. BulletLuca Arnau, Attentato a Ranucci, il movente di Lavitola non regge: Paolo Mieli apre il giallo, «Qualcuno voleva danneggiarlo con la bomba?», in «La Capitale», 17 agosto 2026.

  61. BulletVirginia Piccolillo, La giudice Natalia Ceccarelli: «Ranucci era stato portato in trionfo come fosse la Madonna. Ora l'Anm non può tacere», in «Corriere della Sera», 17 agosto 2026.

  62. BulletPaolo Pandolfini, Sigfrido Ranucci, quanto ancora nasconde e il giallo del telefonino, in «Il Tempo», 17 agosto 2026.

  63. BulletSalvatore Merlo, Ranucci, il lavitolato, in «Il Foglio», 18 agosto 2026. «Millantava colloqui con il segretario di Stato Vaticano.» Eeeehhhh? Si sta parlando di Valter Lavitola, colui che sedeva a tavola con Ranucci (il diffusore di calunnie contro Becciu) e un monsignore tifoso di Pietro Parolin. Ricordate la foto? Lo stesso Parolin che si precipitò a manifestare solidarietà a Ranucci dopo lo pseudo attentato. Ma quanto puzza di marcio questa vicenda!
  64. BulletHoara Borselli, Minoli: "Se fossi una toga interrogherei Mieli. Sigfrido? Verosimile che sapesse tutto", in «Il Giornale», 18 agosto 2026. Ranucci sapeva? Quanto ci raggirano, con menzogne e calunnie?

  65. BulletGiuliano Ferrara, Dalle vongole sgusciate e di chi se le pappa come fossero verità, in «Il Foglio», 18 agosto 2026. 

  66. BulletIlaria Sacchettoni, Caso Ranucci, Lavitola, i legali e i messaggi letti in controluce dai pm in cerca del movente. Pronti i nuovi interrogatori, in «Corriere della Sera», 18 agosto 2026.

  67. BulletMassimo Balsamo, "Ranucci? Ci siamo visti più volte. E lavoriamo a un libro". Maria Rosaria Boccia conferma tutte le rivelazioni del Giornale, in «Il Giornale», 18 agosto 2026.

  68. BulletLa telefonata di Lavitola a Ranucci dopo la perquisizione: «Gli altri elementi su di te ce li avevano già», in «Corriere della Sera», 18 agosto 2026.

  69. BulletPensieri sparsi e cortocircuiti. Visto che Sigfrido Ranucci cenava e parlava del "caso Becciu" con Valter Lavitola e con mons. Gianni Fusco (il tifoso del card. Parolin)...; visto che Diddi incarna l'accusa nel "processo più pazzo del millennio" in Vaticano...; viste soprattutto le calunnie diffuse da Report sull'innocente Becciu..., beh, suscita perplessità che: A) i due avvocati di Valter Lavitola sono Sergio e Arturo Cola; B) uno dei due, Arturo Cola, nel processo per la tentata estorsione a Silvio Belusconi, ha difeso Valter Lavitola in Cassazione insieme ad Alessandro Diddi; C) c'è un possibile conflitto tra il ruolo di Alessandro Diddi come Promotore di Giustizia del Vaticano e il suo ruolo come difensore di Lavitola; D) nel frattempo Lavitola «millantava colloqui con il segretario di Stato Vaticano» e il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, dopo lo pseudo attentato organizzato da Lavitola, esprime la sua vicinanza a Sigfrido Ranucci.

  70. BulletMassimo Scaglioni, Caso Lavitola-Ranucci, Report a un bivio decisivo: la credibilità del conduttore è fondamentale, in «Famiglia Cristiana», 18 agosto 2026.

  71. BulletVirginia Piccolillo, Gli imbarazzi del Pd su Ranucci: non c'è più la difesa a oltranza. Nel partito critiche sottotraccia e silenzi, in «Corriere della Sera», 18 agosto 2026.

  72. BulletValentina Stella, La grande fuga da Ranucci, magistrati e dem in imbarazzo, in «Il Dubbio», 18 agosto 2026.

  73. BulletLuigi Patronaggio, Il caso Ranucci, la sinistra e il vizio del garantismo selettivo (che può finire col costare caro), in «Avvenire», 19 agosto 2026.

  74. BulletFrancesco Curridori, Ranucci urla al complotto. "Ma tace sulle sue relazioni con fonti e stagiste", in «Il Giornale», 19 agosto 2026.

  75. BulletPasquale Napolitano e Giulia Sorrentino, La telefonata choc di Ranucci aLavitola: "Tanto non c'è il movente contro di te...",  in «Il Giornale», 19 agosto 2026.

  76. BulletNino Luca, Il ritorno di Ranucci: «Non solo Lavitola mi ha proposto di candidarmi, il padre di Vannacci mi stima», in «Corriere della Sera», 19 agosto 2026.

  77. BulletIlaria Sacchettoni, Le telefonate tra Ranucci e Lavitola dopo l'attentato e l'irritazione del giornalista quando l'amico viene indagato: «Cercassero quel Corrado», in «Corriere della Sera», 19 agosto 2026.

  78. BulletAndrea Ossino, Lavitola puntava a Report: "Volevo produrlo io". Così sfruttò la difesa di Ranucci, in «Repubblica», 19 agosto 2026.

  79. BulletRanucci, ministro Mazzi: "Dice che soffre per i suoi figli, lui sa quanti ne ha fatti soffrire?", in «Adnkronos», 19 agosto 2026.

  80. BulletPiero Sansonetti ("4 di sera", Rete4, 20 agosto 2026): «Report non era un grande giornalismo di inchiesta. Report era un luogo fondamentalmente di linciaggio». Ci racconta poi delle buste gialle che arrivavano sulle scrivanie di certi giornalisti, che tutti sapevano provenire da servizi segreti o da certi magistrati, i quali chiedevano la pubblicazione. Prosegue Sansonetti: «È un giornalismo in cui dominano pezzi minoritari di magistratura corrotta e servizi segreti».

 
Sull'Obolo di San PietroCASO_BECCIU_OBOLO.htmlCASO_BECCIU_OBOLO.htmlshapeimage_3_link_0
Sull'accusa d'aver trasferito 
del denaro in Australia 
e sull'ipotesi di complotto 
contro il card. PellCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlshapeimage_4_link_0shapeimage_4_link_1shapeimage_4_link_2shapeimage_4_link_3
Sulle accuse di aver arricchito 
se stesso o propri familiari

> ultime novitàCASO_BECCIU_FAMIGLIA.htmlCASO_BECCIU_FAMIGLIA.htmlCASO_BECCIU_FAMIGLIA_IV.htmlCASO_BECCIU_FAMIGLIA.htmlshapeimage_5_link_0shapeimage_5_link_1shapeimage_5_link_2
Sulla vicenda Marogna 
(impropriamente chiamata "dama del cardinale")
CASO_BECCIU_MAROGNA.htmlCASO_BECCIU_MAROGNA.htmlCASO_BECCIU_MAROGNA.htmlCASO_BECCIU_MAROGNA.htmlshapeimage_6_link_0shapeimage_6_link_1shapeimage_6_link_2
Sul palazzo di Londra 
in Sloane Avenue 60

> ultime novitàCASO_BECCIU_PALAZZO.htmlCASO_BECCIU_PALAZZO.htmlCASO_BECCIU_PALAZZO_VI.htmlCASO_BECCIU_PALAZZO.htmlshapeimage_7_link_0shapeimage_7_link_1shapeimage_7_link_2
Sulla Messa "in coena Domini" celebrata da papa Francesco 
a casa del cardinale BecciuCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlshapeimage_8_link_0shapeimage_8_link_1shapeimage_8_link_2
Sulla causa di beatificazione 
di Aldo Moro
(e sulle altre accuse di Report)

> ultime novitàCASO_BECCIU_MORO.htmlCASO_BECCIU_MORO.htmlCASO_BECCIU_MORO.htmlCASO_BECCIU_MORO.htmlshapeimage_9_link_0shapeimage_9_link_1shapeimage_9_link_2shapeimage_9_link_3
Sul sistema giudiziario vaticano


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Come vivono tutto questo 
il cardinale Becciu 
e la sua famiglia?
CASO_BECCIU_VITA.htmlCASO_BECCIU_VITA.htmlCASO_BECCIU_VITA.htmlCASO_BECCIU_VITA.htmlshapeimage_11_link_0shapeimage_11_link_1shapeimage_11_link_2
Il rinvio a giudizio
(3-26 luglio 2021)CASO_BECCIU_RINVIO.htmlCASO_BECCIU_RINVIO.htmlCASO_BECCIU_RINVIO.htmlshapeimage_12_link_0shapeimage_12_link_1
Il Conclave e papa Leone


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Sulle querele contro «L'Espresso», Perlasca, Ciferri, Chaouqui e co.CASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlshapeimage_14_link_0shapeimage_14_link_1shapeimage_14_link_2
Il puzzle della verità
(il complotto) 

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Sull'«Espresso» e co.


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Altro


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Sul "caso Becciu" in generale


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Il processo in Vaticano 


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Processi e sentenze di Londra, Roma, Lugano ecc. a proposito della compravendita del palazzo in Sloane Avenue 60CASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlshapeimage_20_link_0shapeimage_20_link_1shapeimage_20_link_2shapeimage_20_link_3

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